L’ultimo saluto ad Alex Zanardi: Padova abbraccia il suo campione
Nella basilica di Santa Giustina una cerimonia tra lacrime e applausi, con la handbike sull’altare e le note di Vecchioni e Guccini
Cronaca (Padova). Il feretro di Alex Zanardi lascia la basilica di Santa Giustina di Padova tra un lungo applauso e le note di “Ti insegnerò a volare”, la canzone che Roberto Vecchioni aveva scritto per lui. Nella settima basilica più grande del mondo, aperta a 2500 persone con centinaia rimaste fuori in Prato della Valle davanti ai maxischermi, si sono riuniti per dare l’addio al campione paralimpico scomparso il 1° maggio a 59 anni il figlio Niccolò, la moglie Daniela e la madre Anna, insieme agli atleti di Obiettivo 3 — il progetto fondato da Zanardi per avvicinare le persone con disabilità allo sport — che hanno circondato il feretro quasi a formare uno scudo. Sull’altare la sua handbike, quella con cui vinse l’oro a Londra 2012. A celebrare la cerimonia don Marco Pozza, cappellano del carcere di Padova, che ne ha ricordato la capacità di “estrarre sempre il bene dal male”. Tra le autorità presenti il ministro dello Sport Andrea Abodi, l’ex presidente del Coni Giovanni Malagò e Alberto Tomba. Il figlio Niccolò ha preso il microfono per ricordare il padre nella vita di tutti i giorni: “Non serve essere Zanardi per avere una vita meravigliosa”. (Rossana Quarato/alanews)
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pilota di Formula 1 sembrava davvero Ecco io credo che ogni cosa anche le più belle Guarda un attimo

