Macelleria sociale, Istat ed Eurostat sanciscono fallimento italiano: chi ha svenduto l’Italia?

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Abbiamo tagliato la spesa pubblica e abbiamo tagliato i servizi, alzato le #tasse, per pagare interessi speculativi al sistema finanziario privato, deprimendo la crescita reale. Il mito del paese spendaccione, dal forte connotato morale, è del tutto infondato. Il #governo italiano da un quarto di secolo sta sistematicamente tagliando fette di spesa pubblica.

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La spesa per i servizi pubblici generali è passata dal 15% circa del 1955 a poco più del 7%. Si è dimezzata, queste elaborazioni su dati #Istat ed #Eurostat. Oltre ai servizi generici, il taglio della spesa pubblica italiana è stato particolarmente feroce dal 2009 nei servizi di protezione e bio-diversità ambientale: nella scuola primaria, nell’agricoltura, ambiente, nella scuola secondaria, nei trasporti, nei servizi ospedalieri.

Vi raccontano dai giornali #mainstream che noi non avremmo fatto le riforma quindi stiamo male perché essendo brutti e cattivi, baffi neri e mandolino, noi meritiamo di stare male. Questo messaggio subliminale serve a farvi sentire in colpa. Io non mi sento per un c***o in colpa.

Se alcuni politici italiani hanno svenduto il Paese per ottenere laute prebende e posizioni, perché mi devo sentire in colpa io. La verità è che noi abbiamo tagliato i servizi pubblici essenziali. Quando parlano di riforme vuol dire massacro e taglio di spesa sociale. Noi abbiamo tagliato la spesa di servizi pubblici dal 15% al 7%.

Abbiamo tagliato della metà la spesa pubblica generale. Abbiamo tagliato in tutti i servizi di cui un #Paese ha bisogno come l’università e agricoltura.

#MalvezziQuotidiani – L’Economia Umanistica con #ValerioMalvezzi