Milano, cittadini e istituzioni al processo di mafia ‘Hydra’: “Presenti per reagire”

Milano, cittadini e istituzioni al processo di mafia ‘Hydra’: “Presenti per reagire”

“Il territorio non sono loro, siamo noi”

Cronaca (Milano). Nell’aula bunker del Carcere di S. Vittore a Milano, proseguono le udienze del processo ‘Hydra’, avviato a seguito dell’apertura dell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Questa mattina è in corso la testimonianza del pentito William Cerbo. Numerosi i cittadini e le istituzioni presenti tra il pubblico. Così ha dichiarato Don Massimo Mapelli, referente della Caritas Ambrosiana: “Oggi in aula riprendono, dopo la pausa estiva, le udienze del processo ‘Hydra’ e noi siamo qui come società civile e anche con tanti rappresentanti delle amministrazioni, del mondo politico, del nostro territorio, per dire non solo che questo processo ci riguarda, perché quello che emerge dall’operazione Hydra è che il nostro territorio è profondamente segnato dalla criminalità e dalla sua azione che permea l’economia, i rapporti di lavoro, tutto quello che costruisce il tessuto nevralgico del nostro territorio. Allora noi siamo qui a dire che il territorio non sono loro, ma siamo noi, che siamo attenti a quello che succede e che siamo pronti anche eventualmente a sostenere le eventuali vittime di questo consorzio mafioso perché c’è un territorio che reagisce, che non si addormenta e che è pronto a fare la sua parte”. (Alessia Arrigo/alanews)

Trascrizione generata automaticamente

oggi riprendono dopo una pausa estiva Diciamo che gli ho di Enza e processo Hydra e noi siamo qui come società civile anche con tanti rappresentanti delle amministrazioni del mondo politico del nostro territorio per dire che non solo che questo processo ci riguarda perché quello che emerge da da dell’operazione vedrai che il nostro territorio è profondamente segnato dalla criminalità e dalla sua azione che permea fino alla economia e rapporti di lavoro a tutto quello che costruisce il tessuto nevralgico del nostro territorio e allora noi siamo qui a dire che il territorio non sono loro ma siamo noi che siamo attenti a quello che succede perché siamo pronti anche eventualmente a sostenere le eventuali vittime di questo di questo consorzio mafioso perché c’è un territorio che reagisce che non si addormenta che pronto a fare la sua parte

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