Milano, il corteo per la Marciona 2026: “Noi Lgbtqia+ non rappresentati dal Pride”

Milano, il corteo per la Marciona 2026: “Noi Lgbtqia+ non rappresentati dal Pride”

La manifestazione si è svolta pacificamente, con la partecipazione di alcune centinaia di persone

Cronaca (Milano). Alcune centinaia di manifestanti si sono radunati nel tardo pomeriggio di oggi, a Milano, per la Marciona 2026, il corteo queer che sfida il Pride tradizionale, chiedendo più diritti per tutta la comunità e denunciando lo svuotamento politico della loro lotta. “È importante essere qui per rappresentare tutte quelle soggettività che il Pride non rappresenta, cioè tutto quello che non è gay o lesbica, ma fluid, agender, bigender, asessuali, pansessuali…”, racconta Sandra, attivista bisessuale. “La presenza massiccia degli sponsor con i loro carri in qualche modo cancella la protesta, e la fa passare come una festa priva di un contenuto politico”, aggiunge Paolo, attivista per la salute sessuale. “Penso che viviamo in una società omobilesbotransfobica, e che non sia un fallimento dei singoli individui, ma un problema sistemico che va risolto alla radice, costruendo una società che è per i diritti di tutti”, spiega Callisto, attivista queer. Dopo essersi riuniti in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale, intorno alle 19 i dimostranti sono partiti in corteo verso piazza Oberdan, in zona Porta Venezia, quartiere simbolo della comunità queer. La mobilitazione si è svolta pacificamente e non si sono registrati momenti di tensione con le forze dell’ordine. (Thomas Fox/alanews)

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È importante essere qui per rappresentare tutte quelle soggetti che il Pride non rappresenta e cioè tutto quello che non è gay o lesbica ma è lui a gender vigen della sessualità bisessuali il Pride si concentra su cose come il matrimonio egualitario il diritto di adozione e spesso si dimentica delle ultime dimentica appunto anche di fasce della nostra stessa comunità della Punto le persone non bagnare le persone e le persone intersex la presenza degli sponsor con i loro carri il numero attivo in qualche modo Cancella la protesta e la fa passare per buona parte del corteo come una festa priva di un contenuto politico la festa dell’isis la liberazione poi era una liberazione Gioiosa una liberazione orgasmica di piacere ma non è solo questo ci sentiamo stesso attacco anche fisicamente perché ci sono aggressioni e omicidi la violenza non è molto cioè ti fa molto caso alla violenza degli extracomunitari ma quella che anche alcuni europei vanno su altri europei non è che se ne parla molto viviamo in una società che normata è che ha costruito delle norme che non prevedono la partecipazione dei soggetti qui il re dei soggetti trans nel nel progetto dello stato nel momento in cui ci siamo liberati ha deciso di Sky è contro di noi tutta la sua forza repressiva l’apparato statale che è rappresentato non solo dai vannacci ma è rappresentato da tutte le istituzioni che continuano a per prenotare la No ma etero patriarcale tramite della scuola la cultura l’educazione accademica tutto questo e patriarcale tutto questo e omofobo Io penso che viviamo in una società home lesbo transfobica che non sia un fallimento da parte di singoli individui ma un problema proprio sistemico che parte dalle radici di come la nostra società è strutturata è che Appunto quindi non possiamo risolvere questa questo problema parlando non possiamo risolvere questo problema mirando ai singoli individui omofobi Ma dobbiamo risolverla dal fondo dalle radici costruendo una società che è fondamentalmente per i diritti di tutti

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