Milano, la protesta dei sindacati al cantiere del consolato Usa. Un ex-operaio: “Qui lavoro forzato”

Milano, la protesta dei sindacati al cantiere del consolato Usa. Un ex-operaio: “Qui lavoro forzato”

Parla un ex-operaio del cantiere: “Ai colleghi hanno detto di non uscire per la protesta”

Cronaca (Milano). Questa mattina i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato un presidio fuori dal cantiere del Consolato americano in piazzale Accursio a Milano per denunciare le condizioni di caporalato nelle quali sono costrette a lavorare i manovali stranieri. Un ex-operaio si è presentato alla protesta: “Ho lavorato qua fino a gennaio”, racconta. “Qui è lavoro forzato. Siamo pagati 1 euro e 50 all’ora, alcuni 1 euro e 40 per 10 ore al giorno”. E sulla protesta di oggi afferma: “È un ottimo lavoro, si tratta di diritti umani. In America e in Kenya quando protesti puoi essere licenziato o deportato o messo in galera. Ho sentito dai colleghi che lavorano qui che gli hanno detto di non uscire per la protesta”. E continua: “Sto cercando un nuovo lavoro adesso, mi hanno detto che devo tornare in Kenya e minacciato di denunciarmi alla polizia perché sono qui illegalmente e non ho il permesso di soggiorno”. (Roberto Smaldore/alanews)

Trascrizione generata automaticamente

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