Milano, proPal in piazza: “Riyad Albustanji trasferito a Sassari per ricevere cure”
Elio (C.saVittoria): “Hannoun e gli altri hanno sostenuto 15 mila orfani. Dopo i loro arresti, centinaia di famiglie non ricevono più aiuti dall’Italia”
Cronaca (Milano). A Milano prosegue la mobilitazione a sostegno del popolo palestinese. Nel pomeriggio di sabato 1 agosto i manifestanti si sono riuniti in presidio in piazza San Babila per chiedere la fine del genocidio a Gaza e la liberazione dei sette palestinesi ancora detenuti nelle carceri italiane.
“Non ci fermiamo, continueremo ad andare avanti. Abbiamo un compito etico, morale, oltre che politico, di solidarietà al popolo palestinese e alla sua resistenza”, ha affermato Elio del centro sociale Vittoria. “Abbiamo acceso un faro sulla questione giudiziaria di Mohammad Hannoun, Raed Dawoud, Yaser Elasaly, Riyad Albustanji, Anan Yaeesh, Ahmad Salem, Abdelmuti Abunada, detenuti con prove che non esistono. Sono stati rinviati dalla Cassazione al Tribunale d’esame con l’assoluto proscioglimento da ogni accusa di terrorismo, ma sono ancora in carcere da quasi otto mesi perché nei loro computer hanno trovato prove di sostegno alla Resistenza: hanno mantenuto in vita 21 orfani, figli di nove combattenti della Resistenza. Si è delle canaglie se non si dice che negli anni Hannoun e tutti gli altri hanno sostenuto 15 mila orfani. Con i loro arresti centinaia di famiglie oggi non ricevono più un sostegno da parte dell’Italia”, ha aggiunto. Durante il presidio gli organizzatori hanno comunicato che Riyad Albustanji è stato trasferito dal carcere di Rossano Calabro a Sassari per ricevere cure: “Dopo la mobilitazione del 18 luglio davanti a tutte le cinque carceri qualcosa si è mosso. Il trasferimento di Albustanji è una bella notizia perché ha gravi problemi di salute, ma per una settimana era scomparso. La famiglia e gli avvocati non avevano informazioni, solo dopo abbiamo appreso del trasferimento. Finalmente sta ricevendo le cure mediche e può comunicare telefonicamente con i suoi familiari. Continueremo a batterci affinché anche gli altri sei detenuti possano avere questo tipo di realtà. Il 9 ottobre, in concomitanza con la prima udienza della Cassazione per Hannoun e Dawoud, ci sarà un presidio. Speriamo che venga ristabilito quantomeno un principio elementare di rispetto della realtà. È tutto ciò che chiediamo, nessun favore a nessuno”, ha concluso Elio. (Nicoletta Totaro/alanews)
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