Milano, Re Nudo presenta il nuovo festival. “L’undergound c’è ancora, bisogna scavare”
Il direttore Luca Pollini: “Dall’11 al 14 giugno festival gratuito perché la cultura sia accessibile a tutti”
Cultura (Milano). Si presenta oggi alla Fabbrica del Vapore il nuovo Festival di Re Nudo dal titolo “Le notti dell’underground. Visioni per una cultura nuova”. A più di 50 anni dalla prima edizione che fece scandalo portando centinaia di migliaia di giovani al Parco Lambro negli anni ’70, il festival della rivista di controcultura torna nella sede più istituzionale e austera della Fabbrica del Vapore, per la terza volta dalla sua rifondazione. “Il festival rappresenta uno spiraglio di speranza per giovani artisti. Dall’11 al 14 giugno alla Fabbrica del Vapore l’ingresso sarà gratuito perché una delle nostre policy è quella di dare l’accesso alla cultura a tutti a prescindere dal reddito”, ha affermato il direttore di Re Nudo Luca Pollini. “Cosa è rimasto della cultura underground? Qualcosa è rimasto, non tanto perché sono passati più di 50 anni dalla prima metà degli anni ’70 quando è stato fondato Re Nudo. Bisogna scavare sottoterra e qualcosa si trova, ma c’è la tendenza che resti underground perché non hanno degli spazi quindi noi di Re Nudo cerchiamo di portarli overground”, ha aggiunto. E sulla possibilità di tornare a celebrare il festival al Parco Lambro: “Dubito, dubito fortemente. Se non altro anche per le leggi come quella contro i rave party. Forse anche perché i tempi sono cambiati: c’è più la tendenza a starsene da soli, a rifugiarsi in certi spazi e a comunicare in maniera diversa”. (Roberto Smaldore/alanews)
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rappresenta comunque uno spiraglio Secondo noi di speranza per giovani a testine abbiamo coinvolti Oltre 100 facciamo 30 35 proposte culturali di di tutti i tipi si va dalla musica alla fotografia alle mostra la danza al teatro questi giorni dal 11 al 14 giugno La Fabbrica del Vapore L’ingresso è gratuito Perché Perché è una delle nostre polizze quella di dare l’accesso più possibile alla cultura di tutti a prescindere tutte le manifestazioni e sono tutte rivolte a quei giovani che hanno un talento e non sanno dove esprimerlo quindi noi andiamo stasse Nella speranza che così ragazzi già dando una possibilità a questi ragazzi quest’anno la sua posizione cosa è rimasto della cultura Underground nella Milano di oggi no qualcosa è rimasto è qua rimasto non è rimasto tanto perché giustamente anche sono passati almeno da quando è affondato venuto Quindi era la prima metà degli anni settanta Sono passati più di 50 anni quindi non è ovviamente 50 anni tanti le cose sono cambiate sono cambiati i Player oggi l’underground può fare anche sul web all’epoca ovviamente non potevi farlo e all’epoca il linguaggio principale è la foto la musica la canzone da dove Oggi fortunatamente Ci sono altre forme bisogna scavare esattamente come dice la parola sotto terra e qualcosa si trova solo se la tendenza che resti the Underground Perché Perché non hanno degli spazio quindi devo dire Google cerchiamo di portarli si tornerà mai a rivivere i momenti del parco Lambro secondo dubito dubito fortemente un altro anche per le leggi che ci sono c’è Alice controllerei fate quella già All’epoca c’erano 150.000 al parco Lambro gratuitamente tutti abbracciati non era successo niente oggi se sono più di 10 persone Già ti guarda male quindi dubito ma per una questione di leggi o se anche per una questione appunto come dicevo e cioè c’è più la tendenza a starsene un po’ più da soli c’è la tendenza a rifugiarsi certi spazi a comunicare anche attraverso il cellulare queste cose cose che all’epoca magari no Quindi un po’ per la questione di tempi un po’ per una questione di leggi Però qualcosa di Andrea che giorni è

