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Il 22 e 23 marzo gli italiani hanno respinto la riforma costituzionale voluta dal #Governo #Meloni. Con un’affluenza vicina al 60%, dato tutt’altro che scontato per un referendum confermativo, il No ha prevalso con circa il 54% dei voti, imponendosi in quasi tutte le grandi città e regioni del Paese. La sconfitta ha scatenato un effetto domino all’interno dell’esecutivo. Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e la capo di gabinetto del ministero Giusi Bartolozzi hanno rassegnato le dimissioni su esplicita pressione della premier. A seguire, anche la ministra del Turismo Daniela Santanchè, da tempo al centro di vicende giudiziarie, ha lasciato l’incarico dopo un clamoroso “auspicio” pubblico di Meloni che ne sollecitava l’addio.
Le opposizioni, che parlano di sconfitta politica netta, chiedono alla premier di riferire in Parlamento. Nessuna crisi di governo all’orizzonte, secondo Palazzo Chigi, ma il clima resta teso: la legislatura è appena entrata nel suo momento più delicato dopo aver mostrato negli anni una sicurezza quasi inedita nello scenario politico italiano. Abbiamo chiesto in diretta il parere di Francesca Donato sul risultato del #referendum.
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