Nonunadimeno, ‘Eleonora Guidi vittima di femminicidio non di un raptus’
Presidio davanti al Palazzo di Giustizia durante incidente probatorio su perizia
Cronaca (Firenze). “Siamo qui davanti al Palazzo di Giustizia di Firenze per dare solidarietà alla famiglia di Eleonora Guidi”, la 34enne uccisa l’8 febbraio 2025 nella loro casa di Rufina dal compagno Lorenzo Innocenti, 37 anni, architetto, “perché non vogliamo che questo caso rimanga in silenzio, vogliamo che venga data più attenzione agli orfani di femminicidio, vogliamo che questo caso non venga raccontato come un raptus ma è stato un atto di violenza perpetrato ingiustamente, un atto di vessazione e controllo che Eleonora ha subito per anni”. Così Elena, attivista di Nonunadimeno di Firenze, spiega il presidio di stamani mentre è in programma l’incidente probatorio sulla perizia psichiatrica proposta per Innocenti. “Non crediamo nella retorica del raptus che tende sempre più a nascondere la violenza patriarcale, insita nella nostra società – aggiunge – Chiediamo l’educazione sessuale-affettiva nelle scuole e fondi per i centri antiviolenza”. Esposti anche degli striscioni. Su uno c’è scritto “L’uomo violento non è malato è figlio sano del patriarcato”, su altri “Giustizia per Eleonora”. (Emanuele De Lucia/alanews)
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entrare una volta a sollicciano 1 una mattina a colazione davanti al figlio un copione amaro ricorrente In molti casi di femminicidi fatto di Ossessione con una quotidianità sotterranea questo invisibile che nasconde il grido di tutte quelle donne che non riescono a scappare in tempo Noi oggi siamo in villaggio e dice basta vogliamo dire basta una segreta che nega l’esistenza di un sistema che ci opprime che ci cambia ruoli di genere vogliamo che il modo in cui siamo il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne che non hanno bisogna essere messi di fronte alle proprie azioni anche le più terribili Come insegniamo ai nostri figli come lo facciamo sul lavoro

