Qual era la funzione dei nuraghi? Fortezze, residenze dei sovrani o edifici legati al sacro? E quale rapporto potrebbe esserci tra le grandi torri della Sardegna antica e il culto di YHW?
Mauro Biglino e Gian Matteo Corrias tornano sui temi del libro Il dio inatteso, partendo dai protonuraghi: edifici arcaici caratterizzati da corridoi, nicchie e una sorprendente sproporzione tra la massa di pietra e gli spazi interni.
Le testimonianze degli autori antichi sugli eroi legati alla Sardegna, su Iolao e sul sonno rituale presso le tombe aprono una prospettiva particolare: l’ipotesi di Massimo Pittau, secondo cui i nuraghi arcaici a corridoio avrebbero ospitato i riti dell’incubazione.
Il confronto prosegue con i nuraghi classici a tholos, gli orientamenti astronomici e la comparsa di nuove architetture di culto. Nella parte conclusiva, gli autori esaminano le letture epigrafiche proposte da Luigi Sanna, la navicella fittile di Teti e il possibile collegamento tra i termini nur e ag, il nome «nuraghe» e gli attributi di luminosità e taurinità associati a YHW nella sua interpretazione.
Un percorso tra archeologia, fonti classiche e ipotesi interpretative, per approfondire una delle questioni più affascinanti della Sardegna antica.
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