Omicidio Saman Abbas, Cataliotti: “Collaborazione ha pagato su decisione giudici”

Omicidio Saman Abbas, Cataliotti: “Collaborazione ha pagato su decisione giudici”

L’avvocato dello zio della ragazza ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio: “Movente di natura culturale”

Cronaca (Roma). “I fatti erano già stati chiariti nelle sedi di merito, la Cassazione non ha la competenza per valutare nuovamente i fatti, salvo casi limite quale è il travisamento delle prove”. Lo afferma l’avvocato Liborio Cataliotti, legale dello zio di Saman Abbas, Danish Hasnain, condannato in via definitiva a 22 anni di reclusione, commentando la sentenza della Cassazione che ha reso definitivi gli ergastoli per i genitori della 18enne e per i due cugini. “Credo che la sentenza di oggi sia significativa per due aspetti – spiega il legale -. Il primo è di importanza storica, è un tema che ho posto io e sul quale avevo ottenuto soddisfazione in primo grado e purtroppo non nei due gradi successivi: è stato accertato che il movente è di natura culturale, e il movente culturale non può comportare sconti di pena o disapplicazione di aggravanti fondate sulla nostra cultura. Questa è l’essenza storica di questo processo, perché in primo grado io ottenni – a torto o a ragione, alla luce di questa sentenza viene da dire a torto – la disapplicazione di un’aggravante fondando la richiesta proprio su questo motivo di diritto: il movente culturale rende diversa la disciplina dell’aggravante fra italiani e stranieri. Se fossi giornalista è questo l’aspetto che valorizzerei. Il secondo aspetto, su cui invece ho ottenuto soddisfazione in primo, secondo e anche terzo grado, è che la collaborazione paga – prosegue Cataliotti, che venne nominato in un’epoca quasi coeva alla collaborazione del suo assistito, che fece ritrovare il cadavere della ragazza -. Se è vero che lo zio Danish, pur essendo ritenuto l’autore materiale del crimine, è l’unico a non subire una condanna all’ergastolo, allora vuol dire che l’altro principio consacrato dalla Cassazione, quello che mi ha dato soddisfazione in tutti e tre i gradi di giudizio, è che la collaborazione, anche se non piena, nel nostro caso paga”. “Questi – conclude il legale – sono i due principi che trasudano dalla sentenza”. (Marco Vesperini/alanews)

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Infatti erano già stati chiariti nelle sedi di merito la Cassazione non ha la competenza per valutare nuovamente Infatti Salvo caso il casini che quello delle prove No io credo che la sentenza di oggi sia significativa per due aspetti Il primo è di importanza storica e tema che ho posto Io e sul quale avevo tenuto soddisfazioni in primo grado e purtroppo non nei 2 gradi successivi c’è il tema è che il movente culturale perché è stato accertato che è di natura culturale il movimento culturale non può comportare sconti di pena o disapplicazione di aggravanti che riguarda ne sono fondati sulla nostra cultura Questa è l’essenza storica di questo processo perché in primo grado io Tenni a torto OA ragione Alla luce di questa sentenza viene da dire a torto ottieni la disapplicazione di un aggravante proprio fondando la richiesta su motivo di diritto il movimento culturale rende diversa la disciplina di questa grande fra italiani e stranieri Questo è il primo aspetto e quello dirompente che secondo me non voglio rubare il mestiere a nessuno ma se fossi giornalista è quello che va il secondo su cui invece ho ottenuto soddisfazione 5 primo il secondo e anche in terzo grado è che la collaborazione paga io ho nominato nel momento della in epoca quasi coeva alla collaborazione del mio cliente che fece ritrovare il della povera ragazza è bene la collaborazione Evidentemente se è vero che lo zio Dani pur essendo ritenuto l’autore materiale del del crimine è l’unico non subisce una condanna all’ergastolo Allora vuol dire che l’altro principio che viene consacrato dalla Cassazione e questo invece mi ha dato soddisfazione In tutti e tre gradi di giudizio è che la collaborazione anche se non piena Nel nostro caso paga questi sono i due principi che trasudano dalla sentenza

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