Placido: “MUPA ci obbliga a guardare il presente con occhi nuovi”

Placido: "MUPA ci obbliga a guardare il presente con occhi nuovi"

L’attrice all’inaugurazione del Museo del Patriarcato: "Sul patriarcato c’è ancora poca consapevolezza, serve apertura e dialogo"

Cronaca (Roma). Mi sono fatta coinvolgere perché è un tema che sento e che affronto anche in uno spettacolo". Così Violante Placido a margine dell’inaugurazione di MUPA – il Museo del Patriarcato, il nuovo percorso esperienziale promosso da ActionAid che proietta i visitatori nel 2148 per guardare al 2025 come a un passato da superare.

L’attrice racconta di essere rimasta colpita dal concept del museo: "Mi ha colpito la maniera in cui è stato costruito, questa idea di proiettarci in un futuro guardando al passato. Un esercizio molto utile perché spesso non siamo consapevoli di quello che viviamo nel nostro presente".

Placido osserva come il dibattito sul patriarcato sia ancora oggetto di fraintendimenti: "Intorno a me noto anche in televisione presentatori che sminuiscono il concetto di patriarcato e questa cosa mi ha lasciato meravigliata. Se persone che conducono programmi non hanno la cultura necessaria per mettersi in discussione, allora c’è proprio questo problema".

Per l’attrice, la sfida è culturale e riguarda tutti: "La società è in movimento, viene riscritta nel presente e nel futuro. Non si può rimanere ancorati a idee, stereotipi e linguaggi: bisogna avere l’apertura per mettersi in discussione e dialogare con chi dà voce a un tema".

Sulla violenza di genere, Placido sottolinea la necessità di un cambiamento condiviso: "La violenza nasce anche da una difficoltà a rapportarsi al cambiamento. È un percorso che va fatto insieme, tra uomini e donne. Non ci devono essere più disuguaglianze, né economiche né sociali. Serve ascolto e rispetto, soprattutto da parte di chi ha la possibilità di dare messaggi mediatici". (Stefano Chianese/alanews)

Trascrizione generata automaticamente

Io mi sono fatta coinvolgere perché è un tema che sento e che appunto affronto anche non mi aspettavo solo questo museo devo dire che mi ha colpito la maniera in cui è stato costruito cioè questa idea di proiettarci in un futuro guardando al passato un esercizio secondo me è molto utile perché spesso non siamo consapevoli di quello che viviamo nel nostro presente e infatti passo dire che è intorno a me no domani in televisione anche presentatore stessi che smette Reggiano il concetto di patriarcato E questa cosa mi ha lasciato molto meravigliata perché insomma se persone che comunque conducono dei programmi ancora non hanno la cultura necessaria potresti mettere in discussione che per poter scoprire invece cose che magari danno per scontato o che non sanno guardare con un occhio critico Allora vuol dire che ci ha proprio bisogno del papà ti riferisce un po’ con le 4 Cruciani e io non dico che tutti dobbiamo avere la stessa idea magari ci sono anche cose in questo museo e alcuni condividono ed altri no però società Il mondo è in movimento cambia viene riscritto il nostro presente e il nostro futuro Quindi non si può rimanere ancorati solo a determinate idee stereotipi linguaggi cioè bisogna avere quel tipo di apertura per potersi mettere in discussione il discutere se non altro Con chi sta lanciando o sta dando una voce ad un tema diciamo nulla è una società che ancora non fa riesce a fare i conti con questo con questo punto tra l’altro c’è anche questo aspetto molto grave ma la violenza non è fine a se stessa scaturisce anche da sicuramente da una difficoltà a rapportarsi al cambiamento per questo è un percorso insieme Uomini e Donne cioè capire e accettare Anche il fatto che non ci siano più di disuguaglianze tra uomini e donne nella società sia per quello che riguarda per questo aspetto qui togliere privilegio gli uomini e dalla possibilità anche alla donna di avere una grande libertà di scelta anche di rimettere in discussione rispetto a determinate relazioni e questa cosa qui Comunque bisogna lavorarci su non è che si può risolvere appunto con la violenza perché è importante che ci sia se non altro ascolto e rispetto da parte di chi ha anche la possibilità di dare messaggi mediatici

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