PREMIERATO E MORTE DEI GOVERNI TECNICI ▷ LA RIFORMA COSTITUZIONALE DEL GOVERNO SPIEGATA IN 5 MINUTI

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Venerdì 3 novembre il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge di riforma costituzionale che ha l’obiettivo di introdurre il cosiddetto “#premierato”.
Una riforma costituzionale che ha un processo di realizzazione di molti mesi e che, nei piani del governo, potrebbe essere portata alle urne nel 2025.

La sintesi è il tentativo di rafforzare il Presidente del Consiglio, ma la riforma non intaccherebbe i poteri del Presidente della Repubblica secondo il costituzionalista #AlfonsoCelotto: "Il premier resta presidente del Consiglio e non diventa primo ministro.
Cosa voglio dire? Che ne rafforzi i poteri con l’investitura popolare, però lasci anche forti poteri di controllo al Presidente della #Repubblica, quindi al Quirinale e al Parlamento".
Ma che Parlamento e Capo dello Stato non sceglierebbero più il premier non è del tutto vero: "Succederebbe soltanto al primo giro, in che senso? Soltanto all’inizio della legislatura; quindi dopo il voto il presidente del Consiglio sarebbe designato dal popolo, ma se noi andiamo indietro alle 19 legislature che abbiamo fatto, in 17 casi il premier è stato il leader del partito di maggioranza, ma in due casi il partito di maggioranza ha indicato nomi di maggior bilanciamento: è successo nel 2013, quando vinse Bersani e fu scelto Letta e nel 2018, quando non fu eletto Di Maio, ma Conte. Se cade il primo #Governo, sarà sempre il Presidente della Repubblica a scegliere quale Governo possibile".

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