Presidio a Firenze contro aggressioni sul trasporto pubblico locale
Sit-in davanti alla Prefettura per chiedere riorganizzazione del servizio
Cronaca (Firenze). Garantire maggiore sicurezza a bordo dei mezzi pubblici per il personale dei servizi di trasporto attraverso una riorganizzazione del servizio. E’ quanto chiedono i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Autoferrotranvieri che hanno promosso un presidio, questa mattina, davanti alla sede della Prefettura a Firenze a cui ha partecipato una sessantina di lavoratori. La protesta arriva dopo l’ultimo episodio di aggressione ad un conducente di Autolinee Toscane, avvenuto giovedì scorso, nelle vicinanze di piazza Dalmazia, a Firenze. I sindacati considerano non più rimandabili alcuni interventi quali l’applicazione totale del Protocollo sulla sicurezza del 2025; la formazione specifica del personale per la gestione dei conflitti e campagne informative rivolte ai passeggeri sulle conseguenze penali delle aggressioni; la costituzione di Regione e Comuni come parte civile per il danno subito dalla collettività a causa delle aggressioni; maggiore presenza delle forze dell’ordine a bordo; aumento degli addetti all’esercizio e impiego degli ausiliari della sosta e revisione e correzione immediata dei tempi di percorrenza e degli orari, causa della gran parte dei disservizi e principale origine dei conflitti. Milco Pini, segretario provinciale Ugl Tpl Autoferrotranvieri Firenze ha spiegato che come autisti “subiamo aggressione per motivi che non dipendono da noi, ci sono tempi di percorrenza impossibili da rispettare che noi chiediamo di modificare da anni ma questo non viene fatto”. Gianluca Mannucci, responsabile del Tpl per la Fit-Cisl a Firenze ha ricordato che lo scorso anno è stato firmato “un protocollo che prevede 18 azioni pensate per ridurre il rischio aggressione ma è stato applicato soltanto in parte”. Per Simone Masini, responsabile tpl Filt Cgil Toscana, “i lavoratori sono quotidianamente vittime di violenza fisica e verbale e di minacce. Chiediamo, tra le altre cose, che le cabine degli autisti siano chiuse, fatte con materiale anti sfondamento e non accessibili dall’estero”. Andrea Maccheroni, referente tpl della Uiltrasporti Toscana ha spiegato che la protesta serve anche “per sensiblizzare le istituzioni su questo problema gravoso delle aggressioni”. (Emanuele De Lucia/alanews)
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sicuramente si può intervenire sulle tempie di sui tempi di percorrenza si può far sì che un autobus riesca a svolgere il suo tragitto in un tempo congruo ed arrivare a dare un servizio alla città che sia di qualità e attualmente non lo è sicuramente c’è bisogno di vigilanza all’interno all’esterno alle fermate nei punti critici della città per questo c’è un protocollo di sicurezza per adesso non è stato attuato nel totale e noi gli diamo Sì sicuramente la collaborazione delle forze dell’ordine che ci siano delle pattuglie dedicate al nostro servizio e possa intervenire in maniera rapida Anche perché siamo alla guida di un 18 m o di un 12 m e rischiamo anche di far male a qualcuno se c’è un aggressione in corso mentre guidiamo secondo noi si può intervenire oltre a tutto quello che è già in atto e comunque allo studio quelli Bari tavoli di coordinamento nazionali regionali e locali Noi vorremmo essere un po’ più incisivi nel elementi che non abbattono completamente ma di molto il fenomeno delle aggressioni perlomeno e personale viaggiante Questo elemento è la cabina chiusa ermeticamente il materiale antisfondamento c’è bisogno neanche di vigilanza di vigilanza il tema dei punti critici senz’altro partendo dal concetto io vedo comprensibile che non possa esserci un agente di polizia o una pattuglia per un autobus senz’altro si può migliorare in questo è noi chiediamo all’azienda per esempio di formare istituire personale che poi si chiamava ausiliario Stuart che danno informazioni all’utenza e al momento coadiuvano la fissa nelle situazioni di necessità come quelle delle aggressioni accanto a questo il personale tutto viaggiante deve essere preparato in modo mirato con la formazione che serva a deeskalation della situazione conflittuale Allora noi ci vediamo la piena applicazione del protocollo sulla che è stato sottoscritto qui in prefettura a dicembre dell’anno scorso quel protocollo è stato applicato solo in parte prevede 18 azioni è stato fatto la chiusura del posto guida la sorveglianza però è necessario intervenire anche su altri aspetti del tutorial per noi sono fondamentali come la formazione del personale alla gestione dei conflitti come la informazione all’utenza più rischi che si incorre ad aggredire il personale come l’informazione all’utenza su come si utilizzano i mezzi pubblici perché molti dei conflitti purtroppo avvengono per mancanza di conoscenza delle regole a bordo poi noi chiediamo di mettere a

