PROGRESSO UMANO ED EUGENETICA

Qualcuno crede che la storia proceda diritta su un unico binario lineare, verso un’inarrestabile progresso e che ogni evento sia necessario, come la tappa di un percorso evolutivo diretto verso chissà quale futuro prodigioso.

Kant, Hegel, Marx, furono tutti abbagliati dall’idea progressiva della storia; del resto, anche la scienza sembra sicura garanzia di un’ irrefrenabile progresso. E allora Persino Dio, in Hegel, sembra evolvere, in marcia anche Lui verso il proprio compimento.

Ma è davvero così? Davvero il semplice scorrere della storia basta a migliorare l’umanità, a purificarla dai suoi piccoli e grandi difetti, a farla evolvere sul piano morale, spirituale?

Nel 1989 Dopo la caduta dell’Impero sovietico qualcuno individuò la fine della Storia nella realizzazione della democrazia liberale su scala mondiale. Fukuyama, politologo di fama mondiale, teorizzò che non si potesse tornare indietro rispetto all’idea di stato liberale. aveva da poco finito di scrivere il suo celebre libro “La fine della Storia e l’ultimo uomo”, che ci fu l’attacco alle Torri Gemelle. La Storia non era affatto finita, ma anzi sembra quasi che si ripeta incessantemente come una clessidra che debba sempre di nuovo rovesciarsi per potere di nuovo scorrere.

Forse non c’è davvero niente di nuovo sotto il sole ma torniamo sempre irrimediabilmente al punto di partenza, tutte le idee, anche quelle consideriamo ipermoderne non sono che un’eco di idee già sentite.

Nel 1600 Tommaso Campanella scrisse “La città del sole”, teorizzando la nascita di una futura città perfetta, abitata soltanto da uomini superiori, concepiti nel modo e nel tempo giusto, attraverso complessi calcoli astrologici, fisicamente sani, forti, senza difetti di nascita e perciò considerati moralmente superiori.

Due secoli dopo, Francis Galton cugino di Charles Darwin, darà i natali all’eugenetica riproponendo la stessa utopica selezione razziale per la creazione di un’umanità perfetta attraverso l’applicazione di conoscenze tecnico-scientifiche sempre più avanzate. Nemmeno di fronte al progetto Lebensborn di Himmler all’approvazione delle Leggi razziali e alle persecuzioni sistematiche nei confronti degli ebrei, l’eugenetica sembra perdere il su appeal. Molte delle leggi eugenetiche dei primi anni del Novecento sono rimaste in vigore fino agli anni ’70, la Virginia fu l’ultimo Stato nel 1979 a rimuovere la legge sulla sterilizzazione forzata. Margaret Sanger , fondatrice della Planned Parenthood , balzata oggi agli onori della cronaca per lo scandalo sul traffico di feti dichiarò che il il primo punto per il controllo delle nascite fosse riassunto nella frase: Più figli da chi è dotato e meno da chi non lo è”. Il successo dell’eugenetica nei primi del novecento era così dilagante che al processo di Norimberga non fu possibile aggiungerla ai capi d’accusa verso i tedeschi come crimine contro l’umanità, in Svezia infatti, i primi provvedimenti eugenetici risalivano già al 1922. Ma non ci sono innocenti in occidente: uno dei capitoli più bui e nascosti della democrazia americana riguarda il programma eugenetico di sterilizzazione forzata applicato a sessantamila persone: sia nativi americani che donne afro-americane furono sterilizzati contro la loro volontà in molti stati, spesso a loro insaputa mentre erano in ospedale per altri motivi (ad esempio, parto). Alcune sterilizzazioni ebbero luogo in prigioni ed in altri istituti di pena, avevano dunque come target la criminalità, e credendo di risolverla impedendo a chi si fosse macchiato di un crimine di riprodursi. Il motto dell’Eugenics American Society recitava: “Alcune persone sono nate per essere un peso per altri”. L’eugenetica in America fu approvata ai più alti livelli. Il ventiseiesimo presidente, Theodor Roosevelt, diceva di sperare “ardentemente che agli uomini disonesti venga impedito del tutto di procreare. E’ importante che solo la brava gente si perpetui”

Il discorso, tutt’altro che concluso, si ripropone nel XXI secolo con lo sviluppo delle tecnologie di ingegneria genetica e l’avanzamento delle biotecnologie. E mentre ci rassicurano che l’eugenetica di oggi non è quella di ieri, è ormai consuetudine l’uso diagnostico prenatale con finalità selettive. Nei centri di fecondazione assistita si fabbricano già i super bambini di domani, così in Italia, Elena Cattaneo,senatrice a vita dal presidente Napolitano, ha candidamente dichiarato che sia nella natura delle cose la volontà di ricercare la compatibilità tra coppia ricevente e donatori, del colore di occhi e pelle.

No, la storia dell’umanità non sembra affatto evolvere sul piano morale. Abbiamo semplicemente mezzi più potenti e sofisticati per realizzare vecchie idee distopiche.

Forse, procediamo davvero diritti in avanti ma su di un cerchio che ci riporta costantemente indietro, a ritroso. Illusi di esserci finalmente emancipati dal passato vi siamo perdutamente, oscuramente immersi.