RINALDI IN PROTESTA SOTTO LA COMMISSIONE EUROPEA ▷ “UN’INGERENZA INTOLLERABILE”

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A due giorni al voto si accende la polemica sulle parole di Ursula #VonderLeyen che ieri, all’università di #Princeton, a margine di un evento, ha parlato anche delle #elezioni italiane. "Vedremo il risultato delle elezioni in Italia, ma se le cose andranno in una situazione difficile, come nel caso di #Polonia e #Ungheria, abbiamo gli strumenti". Queste le parole della Von der Leyen che hanno suscitato subito le reazioni della politica italiana. La #Lega in particolare ha condannato duramente le affermazioni della Presidente della #Commissioneeuropea e ha deciso di fare un sit-in di protesta sotto la sede della Commissione europea – Rappresentanza in Italia, a #Roma.

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Secondo l’On. #AntonioMariaRinaldi, europarlamentare della Lega, le parole non rappresentano solo una minaccia ma "una minaccia con l’aggravante. In puro stile mafioso. Come a dire: ‘se voi vi sbagliate a votare noi sapremo come comportarci’. È una minaccia molto forte nei confronti di questo paese. Fra l’altro la signora Ursula Von der Leyen ha violato un regolamento di comportamento che tutti quanti i componenti della commissione, a iniziare dal #Presidente, devono avere: quello di indipendenza totale da qualsiasi interferenza politica dei paesi membri. È evidente. Quindi noi abbiamo immediatamente sottoscritto una bella interrogazione di quelle ‘pepate’ per chiedere lumi e scuse. Non è possibile. Minacciare un paese come l’#Italia addirittura – e questa è la parte ancora più grave – dicendo che l’Italia deve rispettare lo #Statodidiritto perché altrimenti non è uno Stato di diritto, mi sembra un po’ pesante. Per di più fanno accostamenti con #Orban, con l’Ungheria, ecc. Premesso che Orban è stato eletto in maniera democratica nel suo paese, io vorrei chiedere direttamente a lei: nel luglio del 2019, quando è stata eletta a Presidente della Commissione, i voti di Orban gli andavano bene, adesso è diventato cattivo? Noi della Lega abbiamo presentato un’interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione e l’oggetto sono chiaramente le dichiarazioni".