Roma, corteo e sciopero generale: “Manovra di guerra e di miseria”

Roma, corteo e sciopero generale: "Manovra di guerra e di miseria"

Gli interventi dei sindacalisti

Cronaca (Roma). «Manovra di guerra e miseria, salari erosi dall’inflazione e sei milioni di persone escluse dalle cure». Così i sindacalisti dal corteo dello sciopero generale, a margine della mobilitazione per la Palestina in Piazza Indipendenza a Roma.

Paolo Bernocchi attacca la legge di bilancio: «Lottiamo contro una finanziaria che è insieme di guerra e miseria. Negli ultimi tre anni la riduzione dei salari è stata un colpo pesantissimo: inflazione al 15%, aumenti al 6%. Sono diminuiti gli investimenti su scuola, sanità e trasporti, mentre si vuole spendere in armi. Diciamo una cosa semplice: risorse per salari, pensioni, scuola e sanità, non per il riarmo. È il terzo sciopero in due mesi, un record nella storia della Repubblica. Un record che pesa sulle tasche dei lavoratori: speriamo che il Governo, almeno stavolta, ci ascolti».

Per la Confederazione Unitaria di Base, il coordinatore Antonio Amoroso critica le priorità della manovra: «Una finanziaria di guerra che stanzia risorse enormi per gli armamenti, non solo per il 2026 ma per il triennio successivo e oltre, preparando il Paese a uno scenario bellico. Ma non interviene sulla sanità: nel 2025 il 10% delle persone non è riuscito a curarsi. Parliamo di quasi 6 milioni di cittadini esclusi dalle cure, per liste d’attesa infinite e costi insostenibili. E sulla scuola arrivano tagli per quasi 1 miliardo. Nessun piano per rilanciare la ricerca, né interventi su trasporti o salari, ormai il punto più fragile del sistema». (Redazione alanews)

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Beh noi lottiamo contro una finanziaria che contemporaneamente è di guerra e miseria Perché la riduzione dei salari negli ultimi tre anni è stata ulteriormente pesante inflazione al 15% aumenti del 6% è diminuito L’impegno per la scuola per la sanità per i trasporti e ci vuole invece investire in armi noi diciamo una cosa molto semplice finanziaria salari finanziaria pensioni scuola sanità ma non le armi Questo è il terzo sciopero generale che siamo costretti a fare nel giro di due mesi È un record assoluto che la storia Repubblica e purtroppo questo pesa sulle tasche dei Lavoratori qui Vorremmo che il governo Almeno questo terzo sciopero lo ascoltasse oggi non è importante già uno sciopero generale contro una finanziaria con una finanziaria di guerra che continua ad investire ingenti risorse Non solo per il 2026 ma anche per il triennio successivo è ancora dopo ingenti risorse economiche appunto per le armi e per prepararsi alla guerra non interviene sulla questione della sanità una sanità in cui siamo arrivati nel 2025 al 10% di persone che non sono riuscite a curarsi siamo parlando di numeri enormi circa meno di 6 milioni di persone non sono riuscita ad accedere alle cure sia per le lunghe liste sia per per le spese economiche la cui non interviene sulla questione della scuola Anzi al contrario ci so tagli per quasi un miliardo per la scuola non interviene sulla questione rinunciando la ricerca del nostro paese non interviene sui trasporti non interviene poi sui salari i salari Sì veramente Ormai divenuti il pallino in Europa il nostro paese addirittura si stima Locks che dal 2021 al 2025 ci sia un meno 8% in termini di potere d’acquisto dei salari dei Lavoratori italiani un sistema fiscale che penalizza le masse popolari Addirittura non sicuramente non introduce la non colpisce i redditi più più più alti ma addirittura le favorisce li sostiene un segno di una mente non con ingentissime una una direzione che ci dice un po’ in Qual è il verso di questa cosa Nel frattempo il governo che cosa pensa pensa intervenire sul diritto di sciopero Pensa alla classificazione delle carriere dei magistrati non pensa le condizioni e le esigenze di questo paese non interviene anche in campo internazionale per quanto riguarda quello che sta succedendo con le guerre addirittura si fa sostenitore dell’invio di armi in Ucraina invece di farsi promotore di pace e in una guerra che è nel centro dell’Europa e per quanto riguarda la Palestina non dice una parola è un genocidio che non mi sembra anzi i dati ci dicono che non è proprio cessato e si continua a morire sotto i bombardamenti e popolo israeliano del dell’esercito israeliano con il quale poi facciamo accordi e continuiamo a inviare armi

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