Roma, sit in a Montecitorio "contro la manovra di guerra"
Lutrario (Usb): "Futuro che ci preparano è un incubo"
Cronaca (Roma). Sit-in davanti a Camera dei deputati, nel giorno dello sciopero generale del sindacalismo di base. Dal presidio a margine di Palazzo Montecitorio, il delegato dell’Unione Sindacale di Base Guido Lutrario attacca la manovra di bilancio:
«Oggi sciopero generale contro una finanziaria di guerra, schiacciata dai costi per l’acquisto e la costruzione di nuovi armamenti. Il governo vuole forzare la spesa militare, appellandosi ai vincoli europei. Per farlo, però, comprime tutto il resto: servizi sociali, pensioni, assunzioni stabili nella pubblica amministrazione, stipendi dei lavoratori pubblici, investimenti strategici e costosi. Ogni voce di spesa viene messa in secondo piano davanti al riarmo e al sostegno all’industria bellica. È questa la "finanziaria di guerra" che contestiamo, ed è la ragione fondamentale dello sciopero di oggi».
Lutrario allarga la critica alla tenuta economica e industriale del Paese: «Il futuro che ci preparano è un incubo. Dal punto di vista delle condizioni economiche, procedono a tentoni, senza un progetto. Abbiamo già perso settori industriali strategici e continuiamo a perdere pezzi: in questi anni il Ministero della Salute si è distinto per la cessione all’estero di molte aziende del Paese. Le filiere strategiche si assottigliano, e quello che resta rischiamo di svenderlo, come dimostrano i dossier sulla sicurezza industriale di queste settimane. Siamo davanti a un collasso delle condizioni economiche e delle possibilità di sviluppo».
La chiosa è netta: «L’unico terreno su cui il governo sembra avere una rotta chiara è la spinta al riarmo: conversione di industrie verso il militare e acquisti di sistemi d’arma, in particolare da fornitori americani». (Redazione alanews)
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le persone col trolley che partono da queste parti sono i deputati ma oggi non ne vedete perché sono già andati via il il Senato la sua attività ufficiale da concludi il giovedì e questo ormai è assolutamente come dire notificato qui lavorano forse fino anche stamattina al venerdì mattina ma ci sono già tante proposte in Parlamento che chiedono di uniformare i tempi della camera quelli del Senato perché effettivamente il venerdì qui già non c’è più nessuno perché noi sottolineamo questo aspetto lo sottolineamo perché ci siano venuti che scioperiamo sempre di venerdì ma il venerdì Poi il venerdì in cui non scioperiamo non Pa non paga noi lavoratori che stanno a casa o sono in piazza a manifestare mentre Deputati e senatori che il venerdì di tutto l’anno non lavorano e non lavorano nemmeno il lunedì perché settimana cortissima di due giorni e mezzo passa a parte le paghe favolose che si pagano questo per ricordare ai ministri ai Deputati e ai senatori nel nostro sciopero sacrosanto Mette in discussione il fatto che questa gente che si è assunta la responsabilità di guidare il paese lavora due giorni e mezzo a settimana ed è una vergogna è una vergogna E questa gente assume la pretesa deve capire che cosa dobbiamo fare Oggi sciopero generale contro la finanziaria di guerra fortemente condizionata dalle spese di acquisto e costruzione di nuovi armamenti governo vuole tutti i modi svincolare la spesa militare dà ai vincoli europei e ovviamente per farlo ha bisogno di contenere la spesa pubblica per servizi sociali e pensioni per l’assunzione di personale stabile nella pubblica amministrazione per gli stipendi dei Lavoratori pubblici per gli investimenti pubblici tutto viene condizionato messo al secondo posto davanti alla scelta di investire nelle aziende belliche nella acquisto di nuovi armamenti la finanziaria che non abbiamo definito di qua e questo è il motivo fondamentale dello sciopero generale di oggi Il problema è che è un incubo il futuro a cui si stanno preparando dal punto di vista delle condizioni economiche del in realtà non hanno proprio idea il paese si state industrializzato gli stessi ministri ormai competenti sull’argomento lo dichiarano apertamente siamo perdendo pezzi importanti il Ministero del made in Italy si è distinto in questi anni per la vendita all’estero di una enorme quantità di aziende del nostro paese noi tutte i settori strategici li abbiamo venduti e quello che rimane ci apprestiamo a perderlo come la vicenda della Siderurgia in queste settimane per cui siamo di fronte al collasso dal punto di vista delle condizioni economiche e della salvaguardia te le possibilità di sviluppo l’unico campo su cui governo sembra avere tra virgolette le idee chiare e quello dell’investimento e i settori per la conversione di alcune Industrie al settore militare l’acquisto di nuovi armamenti in particolare dagli dalle aziende americane la nostra Costituzione che molti soprattutto diciamo fondatori hanno riconosciuto come il


