SARS-COV-2, LE DUE FUGHE | PARTE 3 | CARTA BIANCHI

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Ep. 1 – https://youtu.be/mDZso5Xu7Sk
Ep. 2 – https://youtu.be/Jl_O0zfGHD8

Marzo 2020. Mezzo mondo è chiuso in casa quando da #Pechino parte un tweet destinato a fare il giro del pianeta. Lo firma Zhao Lijian, portavoce del ministero degli Esteri cinese, e il senso è brutale nella sua semplicità: e se a portare l’epidemia a #Wuhan fosse stato l’esercito americano? Nel giro di poche ore la macchina di Stato lo rilancia, dal Global Times alla televisione nazionale. Da quel momento l’origine del #SARSCoV2 smette di essere una questione per virologi e diventa una partita di potere, in cui non conta più da dove arrivi il virus ma chi riesce a imporre la propria versione dei fatti.

Washington indica Wuhan. Pechino risponde indicando un altro laboratorio, che chi ha seguito le prime due puntate conosce bene: #FortDetrick, nel Maryland, lo stesso da cui partì l’antrace delle lettere del 2001.
Il ponte tra le due sponde ha un nome preciso, i Military World Games dell’ottobre 2019: diecimila atleti in divisa arrivati a Wuhan da oltre cento Paesi. Molti torneranno a casa con un’influenza fuori dal comune. Tra loro c’è lo spadista olimpionico Matteo Tagliariol: “Ho 37 anni, sono sportivo, sono stato davvero molto male rispetto ai miei standard. Nel mio appartamento a Wuhan tutti gli atleti si sono ammalati, più o meno con gli stessi sintomi: tosse, due o tre giorni di febbre molto alta, poi tra 37 e mezzo e 38 per più di due settimane”. Dalla delegazione francese arriva la stessa storia. La pentatleta Élodie Clouvel ricorda le parole di un medico militare: “Penso che l’abbiate già avuto, perché gran parte della delegazione si è ammalata”.

Il virus prima del #virus

Semplici coincidenze, forse. Ma a novembre 2020 l’Istituto nazionale dei tumori di Milano pubblica il riesame di quasi mille campioni di sangue raccolti tra settembre 2019 e marzo 2020 per uno screening sul tumore al polmone: anticorpi contro il nuovo coronavirus compaiono già nei prelievi di settembre e ottobre 2019. Oltreoceano, l’ex direttore dei CDC Robert #Redfield ammette davanti al Congresso, sotto giuramento, che alcuni decessi attribuiti all’influenza comune potrebbero essere stati in realtà da SARS-CoV-2. Se il virus girava in #Occidente prima del focolaio cinese, la tesi di Pechino non si può più archiviare come semplice propaganda.

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