Scuola, istituti tecnici contro riforma Valditara: “Ci vogliono meno colti e più sfruttabili”
A Milano lo sciopero contro il modello ‘4+2’: “Effetti pratici? Materie di base sacrificate per mandare i ragazzi a lavorare a 15 anni”
Cronaca (Milano). Circa duecento persone tra studenti, docenti, personale ATA e rappresentanti sindacali sono scese in piazza nella mattinata di giovedì 7 maggio per protestare contro la riforma ‘4+2’ degli istituti tecnici e professionali varata dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Lo sciopero nazionale, promosso da FLC CGIL insieme alla rete degli istituti tecnici, si propone come un atto di difesa della scuola pubblica di fronte a una riforma che prevede il ridimensionamento delle materie di base (quali italiano, geografia e matematica) e di indirizzo (arte, informatica, disegno tecnico e seconda lingua), l’accorpamento delle materie scientifiche (biologia, chimica, fisica fuse insieme), programmi di FSL (ex Alternanza Scuola Lavoro) a 15 anni, tagli alla componente ATA.
A Milano, il corteo è partito da piazza Medaglie d’Oro e ha attraversato corso Lodi fino a raggiungere l’Ufficio Scolastico Regionale, nel quartiere Corvetto, dove nei mesi scorsi proprio il ministro Valditara aveva visitato diversi istituti scolastici della zona.
Elisabetta Daina, coordinatrice provinciale della CUB Scuola Università Ricerca di Milano, ha spiegato: “Questa iniziativa è stata organizzata nell’ambito di un coordinamento che si è costituito a Milano, ossia di una rete degli istituti tecnici di Milano assieme alla FLC-CGIL, agli studenti e a tutti i colleghi, nonché alle famiglie degli studenti. Chiediamo il ritiro della riforma che è nata completamente all’oscuro di docenti, studenti e famiglie”.
Della stessa linea Daniele Monca, insegnante di matematica all’istituto ‘Torricelli’ e delegato Rsu CUB: “Noi chiediamo che la riforma venga ritirata e che ci sia una condivisione con i soggetti che costruiscono e vivono la scuola”. Serena Vitucci ha aggiunto: “Siamo contro questa riforma non solo perché riduce completamente le ore di materie generaliste, ma soprattutto perché è asservita al volere delle aziende, manda i ragazzi a lavorare già in seconda superiore in luoghi di lavoro che, sappiamo benissimo con tutte le morti che ci sono state negli anni, non sono adeguate ad accogliere gli studenti”.
I docenti e gli studenti hanno contestato l’idea che la preparazione tecnica debba andare a discapito della cultura dei giovani: “Un bravo tecnico non deve rinunciare al pensiero critico”. Un insegnante di geografia dell’istituto tecnico ‘De Nicola’ di Sesto San Giovanni ha sfilato con una cartina dell’Italia al contrario: “In un periodo come questo la geografia andrebbe rafforzata, non ridotta. Invece si continua a sottrarre spazio alle materie di base”.
Tra i manifestanti anche insegnanti dei licei, convinti che la riforma non riguardi esclusivamente gli istituti tecnici: “Credere che si tratti solo di una riforma che coinvolge gli istituti tecnici è un colossale errore. Si tratta invece di impostare il sapere, semplificandolo in qualsiasi indirizzo, per fare degli studenti manodopera flessibile e poco acculturata. Il Ministro ha già detto di avere il sogno di ridurre anche i licei a quattro anni”.
Durante il corteo, un gruppo di studenti ha intonato cori contro il ministro Valditara. Un rappresentante dell’istituto tecnico ‘Molinari’ ha spiegato che, pur riconoscendo la necessità di migliorare alcuni aspetti del sistema scolastico, gli studenti preferiscono mantenere l’attuale struttura quinquennale: “Ci sono molte cose da cambiare, ma questa riforma non è la soluzione. Per ora chiediamo un passo indietro. Vogliamo una scuola più inclusiva che affronti temi importanti come l’educazione sessuale”. (Nicoletta Totaro/alanews)
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questa iniziativa è stata organizzata nell’ambito della di un coordinamento costituito a Milano cioè di una rete degli istituti tecnici di Milano e insieme alla FLC CGIL e agli studenti e a tutti i colleghi e le colleghe e non crea le famiglie e gli studenti andando a ridurre la formazione umanistica e non solo di tutti gli studenti ma soprattutto perché è servita il volere degli aziende per siamo in generale ma manda i ragazzi a lavorare a 15 anni in via in seconda superiore che non sono adeguati ad accogliere riduzione della riduzione del Monte Mario che quindi in qualche modo maschera anche dei tagli dietro questa riforma al momento per l’anno prossimo ovviamente incideranno supplenze richiesta del ritiro della riforma del 4 + 2 che interessa la formazione degli istituti tecnici e professionali Barata a marzo esecutivo e che ci sia una condivisione con i soggetti della scuola la Costruisco nella vivono un insegnante di chimica dovrebbe influire nella grande disciplina scienze sperimentali In tema biologia fisica e scienze

