Sicurezza lavoro, Landini: “Cambiare modello d’impresa per ridurre infortuni e morti”
Segretario Cgil: “Più 60% sono dipendenti aziende in appalto, subappalto e lavoro nero”
Politica (Pistoia). “Quello che va messo in discussione è il modello di impresa che si è affermato in questi anni”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, intervenendo a Pistoia ad una iniziativa della Camera del lavoro locale, a proposito della sicurezza nei luoghi di lavoro. “Se noi andiamo a vedere i numeri – ha aggiunto -, più del 60% degli infortuni e dei morti sul lavoro sono dipendenti di aziende in appalto, in subappalto e in alcuni casi che lavorano in nero. Quindi il modello di fare impresa, che si è affermato in questi anni è quello che sta portando l’aumento degli infortuni e delle morti sul lavoro, perché se passa la logica del massimo profitto e del massimo ribasso è evidente che la salute e la sicurezza non contano più nulla”.
(Emanuele De Lucia/alanews)
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quello che va messo in discussione il modello di impresa che si è affermato in questi anni se noi andiamo a vedere i numeri più del 60% degli Infortuni e dei morti sul lavoro dipendenti di aziende in appalti e subappalti in alcuni casi che lavorano in nero quindi il modello di fare impresa che si è affermato in questi anni e quello che sta portando a un aumento degli Infortuni e delle morti sul lavoro perché se passa la logica del massimo profitto del massimo ribasso evidente che la salute e la sicurezza non conta più nulla diventano semplicemente un costo per le imprese Non a caso proprio ieri Noi abbiamo depositato alla Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare e chiediamo di tutte le persone di firmare e chiede più di mettere in discussione questo sistema della logica del subappalto che ormai riguarda qualsiasi attività guardatevi intorno questo vale nell’industria come nel commercio i servizi come nei settori pubblici e da un certo punto di vista questo non solo Mette in discussione la salute e la sicurezza delle persone ma determina anche una competizione arriva tra le imprese perché prevale non ti fa meglio il tuo lavoro che rispetta i diritti ma prevalgono gli banditi che non applicano i contratti che sfruttano le persone che fanno sostanzialmente lavorare in nero Quindi per noi oggi rimettere al centro la salute la sicurezza vuol dire soprattutto a fermare questo punto e poi vuol dire contrastare radicalmente la precarietà e allo stesso tempo investire seriamente sulla formazione poi fare anche le assunzioni che sono necessarie degli ispettorati del lavoro nei servizi di medicina del lavoro perché naturalmente in questi anni i tagli alla spesa pubblica hanno determinato anche una riduzione delle persone che possono garantire i controlli e fare rispettare le leggi

