In Italia, la satira è considerata un diritto soggettivo di rilevanza costituzionale, protetto dagli Art. 21 (libertà di manifestazione del pensiero) Art. 9 (libertà di creazione artistica) Art. 33 (libertà di creazione artistica). Essa non richiede la verità del fatto. Senza satira, viene meno l’arte che difende il pensiero libero e attacca i pregiudizi. La satira mette in discussione le convinzioni comuni. Se si ferma, prevale il pensiero unico e si accetta la realtà senza metterla in discussione. Negli ultimi mesi abbiamo realizzato 20 sigle satiriche, trasformandoci in personaggi delle serie TV E.R. e Star Trek, in clienti di un bar negli anni 30, passando dalle parodie di film come Blade Runner e Top Gun, fino a diventare membri di una band heavy metal. Parodie contro il tentativo da parte del mainstream nel fermare il libero pensiero, il diritto di parola e di una libera informazione, pur di nascondere le bugie che sono state fatte passare al pubblico come verità. La satira agisce come termometro democratico e fermarla equivale a limitare la libertà di tutti noi. La volontà di fermare questo diritto va contro la Costituzione contro la legge.
E proprio grazie alla libertà di pensiero, che dovrebbe essere protetto dalla Costituzione in Italia come negli Stati Uniti, che possiamo parlare anche oggi di Garlasco, insieme con la bravissima Laura Marinaro, penna del settimanale Giallo.
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