Spiegato il fallimento degli accordi di Minsk: dietro l’escalation militare un nome e un ricatto

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#VadimTroyan, vicecomandante del terribile battaglione #Azov, accusato dall’#ONU, dall’OSCE, da Amnesty International. Prima è stato nominato comandante della polizia a Kiev, poi capo della polizia nazionale ucraina, poi addirittura vice del ministro dell’Interno nel governo #Hrojsman. Il ministro #Avakov, appunto, andava a braccetto con il leader di Azov: ha voluto gli uomini del battaglione a capo della polizia.
In seguito a questi battaglioni è stato affidato perfino il pattugliamento delle strade e addirittura la supervisione dei seggi elettorali.

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Ora, ditemi voi quando mai nella storia italiana è capitato che qualcuno di Forza Nuova o di Casapound sia diventato:
– Procuratore generale della Repubblica,
– Viceministro dell’Interno,
– Consigliere del comandante delle forze armate,
– Comandante della polizia,
– Poliziotto con mansioni di pattugliamento delle strade.

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