🚨 In questo momento ci sono 46 conflitti armati attivi nel mondo, più di quanti ce ne fossero alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Sudan, Myanmar, Ucraina, Gaza, Yemen, Congo, Sahel, Siria, Venezuela e Haiti.
Dieci teatri di guerra su quattro continenti che i media tradizionali raccontano come emergenze locali e separate. Questa inchiesta documenta come siano invece lo stesso incendio, alimentato da un singolo fornitore operativo che funge da architetto in ciascuna di queste crisi: gli Stati Uniti, primo esportatore globale con quasi il 45% del mercato degli armamenti.
Dalle armi del Golfo che finiscono in Darfur , ai minerali estratti in Congo per soddisfare la domanda tecnologica , fino al vuoto americano che ha accelerato il collasso civile in Myanmar , la geopolitica internazionale segue una catena di comando precisa.
Mentre l’ultimatum di Donald Trump all’Iran scade , nella stanza dei negoziati a Islamabad siede Jared Kushner. Kushner, inviato per la pace, gestisce simultaneamente il fondo Affinity Partners, sostenuto da miliardi sauditi e con investimenti diretti nel gruppo Shlomo in Israele. Un conflitto di interessi nel cuore pulsante di una crisi dove, negli ultimi 15 anni, ogni tentativo diplomatico tra Washington e Teheran è stato sistematicamente sabotato.
In questa finestra critica, il Parlamento italiano vota l’invio di due navi cacciamine – la Gaeta e la Rimini – nello Stretto di Hormuz. Un’operazione di subordinazione votata su una tregua che potrebbe evaporare prima ancora che l’inchiostro sul voto si asciughi.
L’algoritmo penalizza questo tipo di indagini indipendenti. Diventa parte della cura: lascia un like, commenta e unisciti alla zona operativa per sostenere l’informazione libera dalla censura.
#Geopolitica #OmegaClick #Trump

