Strage Capaci, Cerreti (pm): “I magistrati piacciono solo sottoterra, da vivi danno fastidio”
Nando dalla Chiesa al 34esimo anniversario dell’attentato mafioso: “Nell’agenda politica non si parla più di mafia”
Cronaca (Milano). A 34 anni di distanza dalla strage di Capaci, avvenuta sull’autostrada A29, Milano ricorda il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e magistrato Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Nel pomeriggio di sabato 23 maggio, ai giardini ‘Falcone e Borsellino’ in via Benedetto Marcello si è tenuta una cerimonia di commemorazione alla presenza di Pietro Basile, referente di Libera Milano, del sindaco di Milano Giuseppe Sala, della Rettrice dell’Università degli Studi di Milano Marina Brambilla e del Sostituto Procuratore della Repubblica Alessandra Cerreti.
“Nell’agenda politica non si parla più di mafia. Però oggi la lotta alla mafia la fanno molto le forze dell’ordine che dipendono dalla politica. Se lei non la fa, la fanno loro”, ha affermato Nando dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto dalla Chiesa. Sul maxi processo Hydra, un procedimento legato alla presunta alleanza tra membri di Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra per fare affari in Lombardia, dalla Chiesa ha aggiunto: “Che i comuni siano parte civile nei processi sulla mafia è importante perché significa che la popolazione si ribella. Questo negli anni 80 è stato un salto di qualità”.
La procuratrice Alessandra Cerreti ha aperto il suo intervento citando le parole del Presidente Sergio Mattarella e ha proseguito con un monito alla città di Milano: “Dobbiamo ricordare ai più giovani che adesso Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono eroi, ma quando erano in vita furono spesso osteggiati perché in Italia i magistrati piacciono solo quando sono sottoterra, ma quando sono vivi danno fastidio”.
Sempre in riferimento al processo Hydra, Massimo Don Mapelli di Libera Masseria ha raccontato: “Ci siamo messi insieme ed è stato bellissimo vedere decine di ragazzi fare la coda per entrare nell’aula e assistere alle udienze del processo. È segno per dire che non ci stiamo a vivere in un territorio colonizzato dalle mafie e che droga l’economia del nostro territorio”. A questo, Cerreti ha aggiunto: “Le mafie hanno colonizzato in passato il nostro territorio, adesso al nord sono presenze stabili perchè la società civile ci fa affari”. Infine, la procuratrice ha spiegato come non si tratti di ‘sottovalutazione’ del fenomeno mafioso, bensì di “assuefazione”: “Le nostre indagini provano che le associazioni mafiose alterano il libero mercato di cui Milano dovrebbe essere orgoglioso”. (Nicoletta Totaro/alanews)
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come la 1758 la mafia ucciso il giudice Falcone i nostri genitori così come la maggior parte dei presenti oggi in questo giardino quella attentato alla democrazia indiretta Ma noi che nel 92 non eravamo ancora nati poi fotogramma non appartiene Tuttavia possiamo ascoltare Anzi Vogliamo ascoltare dobbiamo guardare anche te lo ricordiamo ai più giovani Perché chi ha la mia età se lo ricorda bene Adesso Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e Giovanni Falcone si diceva che posso giudici alla ricerca di Gloria che si fosse voluto diventare un giocattolo cioè la direzione nazionale antimafia per poterlo guidare si diceva che era andata era andato a Roma accettando l’incarico ministeriale perché voleva fare quando invece era andata a Roma perché gli erano stati rifiutati incarichi direttivi dati ad altri magistrati questo le dobbiamo ricordare perché in Italia I magistrati piacciono solo quando sono sotto terra quando sono vivi danno fastidio politiche di mafia non si parla più però quello che si vede che diversamente da una volta le forze dell’ordine che dipendono dalla politica o te la mafia continuo a fare a farla bene Guardia di Finanza Carabinieri Polizia Prefetti questori dipendono dalla politica Ma la lotta alla mafia se la politica non la fa la fanno lo stesso vedere decine di persone di ragazzi che fanno la coda come diceva Elena per entrare nell’aula per le udienze del processo Idra per dire che ci siamo che non si arresta che stiamo dalla parte delle vittime che stiamo dalla parte di chi è più debole e che non ci stiamo a vivere in un territorio colonizzato dalle mafie e che droga anche le bonomia del nostro territorio permetto di integrare il pensiero di Don Mapelli colonizzato prima adesso non si può parlare di colori perché la maggior parte della società civile è aperto le braccia ci fa a fare come si costituiscono parte civile importante perché vuol dire che la popolazione si ribella della popolazione si sente danneggiata e lo dice una bisogna avere un danno economico diretto un salto questo è negli anni Ottanta fu un salto Palermo dovete inventarsi chissà che cosa che potesse costituire parte civile al maxiprocesso doveva a

