Sudd Cobas in piazza a Firenze per ‘via crucis’ dei precari agli Uffizi
Flash mob del sindacato a margine di un incontro con la Regione Toscana
Cronaca (Firenze). Una ‘via crucis’ del precariato, con stazioni costellate di contratti a termine, disoccupazione, ammortizzatori sociali non corrisposti: è l’installazione al centro del flash mob organizzato in piazza Duomo a Firenze dal sindacato Sudd Cobas, nell’ambito dell’agitazione dei precari storici delle Gallerie degli Uffizi, che è oggetto dell’incontro di oggi con il consigliere del presidente della Regione Toscana per le crisi aziendali, Valerio Fabiani, in corso nella sede della Regione proprio in piazza Duomo. “Non c’è ragione per cui un museo come gli Uffizi che fa milioni di fatturato ogni anno tenga i lavoratori e le lavoratrici in queste condizioni di precarietà”, ha affermato Francesca Ciuffi (Sudd Cobas), che ha invitato Fabiani, prima dell’incontro, a percorrere la via crucis del precariato, dove peraltro “quello che non si vede” sono “le implicazioni concrete nella vita delle persone: non poter comprare una casa, non poter nemmeno comprare una macchina, non poter fare nessun progetto per il futuro”. L’aspettativa del sindacato di base è che “le istituzioni siano al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori precari – ha detto Ciuffi -, che convochino al tavolo la direzione nazionale dei musei regionali, Ales e Coopculture, per arrivare a una soluzione per la stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari. Lunedì saremo a Roma davanti al ministero della Cultura perché non c’è cultura senza diritti: e questa situazione fa emergere un quadro tragico nel lavoro culturale in questo paese, ma invece può essere l’esempio di una soluzione diversa”. (Emanuele De Lucia/alanews)
Trascrizione generata automaticamente
abbiamo chiamato la via Crucis del precario un calvario del precario che abbiamo voluto rappresentare visivamente cosa sono stati questi anni per i lavoratori precari degli Uffizi il percorso una nemmeno completo perché inizia l’anno 2013 ma ci sono persone che hanno iniziato a lavorare prima delle tappe in cui ogni anno tra una tappa e l’altra c’è l’incertezza di non sapere se si lavorerà o no ci sono contratti da 15 giorni a 15 giorni di un mese in mese c’è il periodo del covid in quelle persone sono stata a casa due anni senza tutele Cioè ci sono gli imprevisti che chiaramente ci possono essere nella vita come un anno magari sei hai dei problemi di salute quindi quell’anno non riesci a lavorare quello che abbiamo scritto in fondo al percorso che si conclude con il cambio appalto e la perdita totale della possibilità di lavorare per queste persone Questa non è la fine perché essere la fine dopo un percorso di 10-15 anni non può finire con il fatto di rimanere a casa Parliamo di una circa una cinquantina di persone ma i numeri non sono chiari Perché queste persone non sono mai state censite hanno lavorato tantissimi anni ma nel cambio di appalto che c’è stato l’anno scorso non sono sono rimasti invisibili sono stati invisibili izzati e quindi non risultano nei registri del lavoro questo rende ancora più difficile questa situazione Noi stiamo chiedendo la riassunzione a tempo indeterminato all’interno dei musei in particolare degli Uffizi che stiamo benissimo che non sono una realtà che soffre di crisi anche quest’anno sono usciti i dati 5 milioni 300.000 / visitatori problemi con le file problemi che continuano ad esserci dal di appalto sui Sul servizio museale e quindi è chiaramente c’è bisogno di nuove assunzioni sta venendo detto tutti i sindacati a Firenze che c’è bisogno di fare nuovi a San anche per stare a fianco dei Lavoratori che continuano a lavorare e che oggi hanno tantissime difficoltà fanno doppi turni non possono fare la pausa pranzo c’è bisogno di nuovi lavoratori quello che sta facendo oggi Coop culture assumere lavoratori a chiamata vuol dire nuove persone che entrano in questo circolo in questa via Crucis che abbiamo rappresentato ma ancora più precari e senza tutele per malattie avere una garanzia di quante ore si lavorano questo non può essere il sistema su cui si basa si basano i servizi musicali di Firenze sappiamo quanto sono importanti in questa città è ed è insostenibile Noi andremo anche al Ministero della cultura la prossima settimana a Roma a protestare perché purtroppo questa situazione continua andare avanti e peggiora rispetto a quello che c’era prima questi lavoratori andavano stabilizzati non l’anno scorso Ma 10 anni fa dopo tutti questi anni invece si creano nuovi precari Chiederemo al abbiamo un incontro con la l’unità di crisi della Regione Toscana Chiederemo al consigliere del presidente Fabiani e di fare questo percorso insieme a noi di attraversarlo perché le istituzioni devono immedesimarsi in Che cosa significa vivere tutti questi anni nell’incertezza nell’impossibilità di costrui

