Antonio Mauceri lavorava per la Rete ferroviaria italiana con turni massacranti e chiamate anche la notte. Proprio durante uno di questi interventi d’urgenza, sollecitato da numerose chiamate da parte del datore di lavoro, morì nell’ottobre del 2022 a causa di un infarto. Ora il giudice Lorenzo De Napoli, del tribunale del Lavoro di Taranto, ha riconosciuto alla vedova il diritto alla rendita per decesso da stress correlato. «E’ una sentenza molto importante – commenta l’avvocato Fabrizio Del Vecchio che ha assistito la vedova – perché lo stress da lavoro correlato quale infortunio è argomento di stringente attualità; dopo una battaglia la vedova avrà la pensione e procederemo anche con il risarcimento dei danni ulteriori».
La vittima, dipendente dell’azienda da 37 anni come responsabile della struttura operativa complessa, era un uomo di 61 anni impegnato sul posto di lavoro anche per 10-12 ore filate dovendo occuparsi della rete in Puglia e zone limitrofe fornendo costante reperibilità. Il 12 ottobre del 2022 a tarda ora venne chiamato per un guasto alla rete. «Fu svegliato improvvisamente nel sonno – è scritto nel ricorso – si vestiva rapidamente e senza indugio si recava sul posto ove era stato segnalato il disservizio per coordinare le squadre di soccorso. Il tutto ad elevata velocità, trattandosi di una corsa contro il tempo per ripristinare il tratto ferroviario interessato».


