Triennale, Vincenzo Trione è il nuovo presidente: “La fondazione aspetta uno slancio visionario”
Dopo l’era Boeri, nuovo cda: “Prenderemo un mese per studiare quale sarà la nostra filosofia”
Cultura (Milano). “Penso che la cosa importante sia provare a mettere insieme quello che conosco di Triennale, ma anche prendersi un mese per studiare questa macchina unica, complessa, totalmente diversa rispetto a quelle che esistono nel nostro Paese. In fondo, a differenza di Biennale, questa è un’istituzione che non si spegne e si accende, ma è sempre viva. È una sorta di grande centrale elettrica sempre in movimento e ha delle peculiarità”. Così Vincenzo Trione, professore ordinario di Arte e media e di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università lulm e neoeletto presidente della Triennale di Milano, al termine della prima riunione del nuovo Cda. “La presidenza di Stefano Boeri ha avuto un ruolo rilevante nell’esperienza della Triennale. Bisogna farne tesoro, ma al tempo stesso le istituzioni hanno bisogno di un ripensamento nel segno della discontinuità e quindi prenderemo un mese, non di più, per avere un’idea più completa. Mi sono posto due obiettivi: essere serio e visionario, un po’ come i parafulmini che sono saldamente fermi sul suolo ma al tempo stesso guardano in cielo”, ha continuato Trione. (Nicoletta Totaro/alanews)
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una delle cose che penso che la cosa importante sia provare a mettere insieme Quello che conosco di triennale ma anche studiare Beh io credo che sia importante prendersi un mese per studiare questa macchina unica complessa totalmente diversa rispetto a quelle che esistono nel nostro paese in fondo a differenza di Vienna le questioni istituzione che non si spegne e si accende ma è sempre viva la torta di grande centrale elettrica sempre in movimento e ha delle peculiarità va studiata compresa valorizzata ulteriormente nel segno da un lato della continuità con la gestione precedente e io credo che le istituzioni governino rispettando anche quello che è stato fatto è anche facendo tesoro di quello che è stato fatto in precedenza quindi la la presidenza di Stefano Boeri ha avuto un ruolo rilevante nel esperienza della della triennale e credo che bisogna farne tesoro ma al tempo stesso restituzione non bisogno di un ripensamento nel segno della discontinuità E quindi prenderemo tutto il tempo necessario un mese non di più per avere una un’idea più completa senza dimenticare che in fondo finale a una specificità tre da un lato ha la grande esposizione internazionale alla maniera dedicare tempo ed energie intercettando temi e problemi decisivi del nostro tempo e al tempo stesso Cioè tutta l’attività relativa alle esposizioni temporanee Centro Studi c’è la rivista Lotus c’è l’archivio è un mondo un mondo ed è assolutamente unico pian piano bisogna capire anche la squadra con cui costruire bene questo mo io penso che sia un meraviglioso e unico dispositivo che mette insieme dentro un’unica cornice cosa diversa ma oggi sono tornato Sono entrato ho ricordato una cosa che mi aveva detto Gillo dorfles col quale io ho avuto un rapporto di grandissima frequentazione dopo se mi diceva in fondo alla triennale rappresenta la coscienza del progetto del ventesimo e del 21 del 21 con un Focus centrale che sono architettura e design non lo dimentichiamo ma al tempo stesso sin dalla fondazione il rapporto tra in fondo aziendale e una ripresa l’idea del sistema delle Arti delle botteghe rinascimentali e del Bauhaus quindi l’idea di mettere in dialogo architettura design con latte contemporanea e sicuramente sarà un aspetto decisivo Però anche con la musica anche conoscenze anche con le tecnologie la meraviglia È che la triennale da questo punto di vista un luogo pauroso sicuramente come mia inclinazione Ovviamente la centralità dell’arte contemporanea sarà fondamentale però senza dimenticare che la triennale in sé un laboratorio di linguaggi contemporanei della nomina Quale obiettivo si è posto come principale che si augura di raggiungere obiettivi essere serio e visionario c’è da essere un po’ come i parafulmini di parafulmini anno sono saldamente fermi sul suolo e al tempo stesso guarda in cielo no E a me piacerebbe essere questo è un po’ un parafulmine cioè riuscire ad avere grande senso di quella che era la tradizione la storia fondamentale della tenda è un’eccellenza della città e del paese al tempo stesso un luogo al centro di un sistema Nazionale Ecco riuscire ad essere un po’ visionario credo che la finale attenda anche uno slancio visionario È un luogo che è sempre vivo se succedono tutti i giorni delle cose questo credo che sia un Unicum nel nostro paese cioè forse andrebbe Andrea raccontato sempre con maggior forza e cercando di trasformarlo anche sempre di più in un luogo del pensiero critico Cioè sarebbe sempre di più incrociando anche generazioni div

