“TRUMP VS PAPA? DIETRO QUEI TONI UNA STRATEGIA: DONALD VOLEVA UN ALTRO LEONE” | Andrea Cionci

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Lo scontro tra Donald #Trump e #Papa #LeoneXIV tiene banco da settimane. Tutto è iniziato già prima del conclave, quando Trump pubblicò sui social un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che lo ritraeva vestito da papa — quasi uno Zio Sam vaticano. Dopo l’elezione, le tensioni si sono inasprite: il pontefice aveva definito “disumana” la politica americana sui migranti, poi si era fatto promotore di pace sulla guerra in Iran. La risposta di Trump è arrivata durissima: accuse dirette al Papa di non comprendere la linea sul nucleare iraniano, fino a definirlo un perdente e un ingrato, rivendicando addirittura di essere stato determinante nella sua elezione. Leone XIV ha risposto senza alzare i toni: “Non ho paura dell’amministrazione Trump. Parlo del Vangelo e quindi continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra. Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui, non sono un politico.” Per Andrea Cionci, giornalista e scrittore da anni studioso delle dinamiche vaticane, dietro le uscite apparentemente sconclusionate di Trump si nasconde una logica precisa.

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