Tutto quello che c’è di vero sulle immagini delle torture ai migranti che hanno scosso il Papa

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Le foto di torture mostrate a papa Francesco non sarebbero state tratte da un video sui lager libici. Per il sito di fact-checking Snopes, è impossibile risalire alla loro origine ma circolerebbero da qualche anno. Il quotidiano Avvenire, che aveva contribuito a diffondere le immagini, replica e ammette l’errore, sostenendo che le foto non sono fermo immagine di video, ma che sono state consegnate dai richiedenti asilo. A parlare della vicenda è La Verità.

A diffondere i filmati è stato Pietro Bartolo, medico da sempre impegnato a Lampedusa, che poi avrebbe girato il materiale a Francesco Montenegro, arcivescovo metropolita di Agrigento. Tramite Montenegro i video sono giunti al pontefice.

La Verità spiega quale sia la probabile fonte di quelle immagini drammatiche.

La foto dell’uomo legato e torturato è di dubbia provenienza. Circola dal 2017 e alcuni siti l’hanno attribuita al famoso fotografo Alessio Romenzi. Contattato dalla “Verità”, Romenzi ha smentito di essere autore dello scatto. Semplicemente, non si sa da dove arrivi l’immagine e chi raffiguri.

Il quotidiano prosegue parlando delle altre foto che avevano commosso il Papa, che nelle scorse settimane aveva voluto visionare i video di questi lager e, di ritorno dall’Irlanda, aveva esortato a “pensarci bene” prima di rimandare indietro i migranti.

La foto dei tre uomini appesi a testa in giù, invece, è apparsa per la prima volta su un sito web nigeriano (che “La Verità” ha contattato senza avere risposta). Pare si tratti di alcuni ladri severamente puniti dagli abitanti di un villaio. Ma, anche qui, la provenienza è dubbia. Di sicuro, però, non si tratta di migranti detenuti in Libia. Lo stesso vale per altre immagini in cui si vedono due uomini gettare un cadavere in una fossa comune. Secondo alcuni si tratta di una foto scattata nel deserto del Niger.

Dunque, le foto non sono falsi, ma semplicemente non si riferirebbero alla situazione libica. Un altro video mostra un uomo brutalmente picchiato con una mazza, ma anche in quel caso la realtà di riferimento sarebbe ben diversa.

Già 9 mesi fa David Puente aveva ricostruito l’origine del materiale: si tratta di un filmato pubblicato nel 2014 dal sito Liveleak.com. Le immagini vengono dal Brasile e mostrerebbero un violentatore seriale punito da un gruppo di spacciatori di droga […] L’ultimo filmato che La Verità ha visionato dura appena nove secondi: c’è un miliziano in mimetica con tanto di mitra. Forse è stato girato in Libia, ma durant il conflitto che ha portato alla fine di Gheddafi.

Sommerso dalle accuse di fake-news, Avvenire ha replicato in un secondo articolo nel quale ammette l’errore e si scusa per le didascalie errate. Le due immagini non sono fermo immagine ma sarebbero state consegnate dai richiedenti asilo. Quel video però, specifica il quotidiano cattolico, esiste.