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Continua a fare discutere la sentenza dei giorni scorsi, sentenza che prevede il carcere per il gioielliere del cuneese Roggero, che ha ucciso due rapinatori che stavano fuggendo dalla sua gioielleria dopo aver compiuto una rapina a mano armata. Come sempre accade, l’opinione pubblica risulta divisa secondo le due tifoserie dei sostenitori e degli avversari. Ma si sa, l’opinione pubblica non pensa e si muove solo per istinti privi di riflessione, gli stessi che, con ogni probabilità, troverete a commento di queste mie riflessioni.
Sgombriamo subito il campo da ogni equivoco. I due uomini uccisi non sono eroi ma delinquenti e come tali debbono essere connotati. Delinquenti che certo hanno pagato in modo esageratamente alto la loro colpa. Dal punto di vista della legge uccidere un essere umano è reato sia che si tratti di una persona integra e senza precedenti sia che si tratti di un malvivente. Il fatto che addirittura lo Stato risarcisca le famiglie dei delinquenti è un pessimo segnale, considerato il fatto che non sono morti sul lavoro, a meno che per lavoro non si intenda lo svaligiare le gioiellerie puntando la pistola contro il proprietario.
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