UMBERTO GALIMBERTI – LA FELICITA’

Di umili origini, nasce a Monza nel 1942, da una famiglia di 10 fratelli, la mamma maestra di elementari e il padre che ha svolto vari lavori. Le necessità della famiglia obbligano Umberto, così come gli altri fratelli, a lavorare sin dalla tenera età. Fu grazie alla magnanimità di un sacerdote che Umberto poté frequentare le scuole superiori in seminario[4]. Terminati gli studi liceali classici nel 1960, si iscrive, grazie a una borsa di studio di 800.000 lire,[4] al corso di laurea in Filosofia dell’Università Cattolica di Milano, ma è costretto, dopo solo due anni, a interrompere gli studi per mancanza di soldi. Trascorre dunque un periodo di tempo in Germania, dove svolge la mansione di operaio in una grande fabbrica, per mettere da parte abbastanza soldi per le rette e le spese universitarie, riuscendo infine a riprendere gli studi[4]. Si laurea quindi con Emanuele Severino nel 1965 con lode, con una tesi dal titolo “La logica filosofica di Karl Jaspers”;[5][6] fra i suoi maestri, anche Gustavo Bontadini e Sofia Vanni Rovighi. Con un’altra borsa di studio, vinta nel 1963, contemporaneamente frequenta l’Università di Basilea fino al 1965, dove viene a contatto con lo psichiatra e filosofo Karl Jaspers – di cui diverrà poi uno dei principali traduttori e divulgatori italiani – che gli consiglia di approfondire i legami fra psicopatologia e filosofia, tematica che poi porterà avanti anche sotto la supervisione di Eugenio Borgna,[7] uno dei maggiori rappresentanti italiani dell’indirizzo fenomenologico della psicologia e della psichiatria.[8]

Nel 1967, vinto il ruolo, diventa professore di storia e filosofia al Liceo ginnasio statale Bartolomeo Zucchi di Monza, dove insegnerà fino al 1979, quando vince un concorso universitario nazionale per professore associato di filosofia morale. Su proposta di Emanuele Severino, nel 1976 è nominato professore incaricato di antropologia culturale presso la neonata Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Ca’ Foscari Venezia, quindi professore associato di filosofia della storia nel 1983, assumendone la titolarità di cattedra nel 1999, dopo aver conseguito l’ordinariato in questa disciplina. Dal 2002, ha tenuto anche gli incarichi di insegnamento di psicologia generale e di psicologia dinamica, affiancando altresì l’incarico di insegnamento di filosofia morale. Dal 2015, è professore emerito dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Nel 1976, inizia inoltre un percorso psicoanalitico di analisi personale e formazione presso il Centro Italiano di Psicologia Analitica (CIPA) nella sede di Roma, con trainer Mario Trevi,[7] che conclude nel 1985, quando diventa membro ordinario dell’International Association for Analytical Psychology, nonché socio analista del CIPA (Sede di Milano). Dal 1976 al 1979, frequenta pure l’Ospedale psichiatrico di Novara, allora diretto da Eugenio Borgna. È inoltre, dal 2003, vicepresidente dell’Associazione Italiana per la consulenza filosofica "Φρόνησις"[9], inaugurando nel 2006, con Luigi Perissinotto, il primo master universitario in Consulenza filosofica presso l’Università di Venezia.

Ha collaborato settimanalmente con Il Sole 24 Ore dal 1987 al 1995, anno in cui inizia la collaborazione, a tutt’oggi attiva, con La Repubblica sia con editoriali su temi d’attualità sia con approfondimenti di carattere culturale. Cura inoltre la rubrica epistolare di “D–La Repubblica delle Donne”, inserto settimanale de La Repubblica. Nel 2002, gli è stato assegnato il premio internazionale “Maestro e traditore della psicoanalisi”, e, nel 2011, il Premio Ignazio Silone per la cultura.

La moglie, Tatjana Simonič (1946-2008), che fu ordinaria di biologia molecolare all’Università di Milano, partecipò attivamente alla stesura del famoso Dizionario di Psicologia su cui Galimberti ha lavorato dagli anni ’80, con la prima edizione pubblicata dalla UTET nel 1992, quindi un’edizione più estesa con la Garzanti nel 1999, fino all’ultima edizione del 2018 pubblicata da Feltrinelli.