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Il ritorno del corsivo per legge nelle scuole, pensato anche per allontanare i bambini dagli schermi, trova d’accordo lo psichiatra e sociologo Paolo #Crepet, che lo chiede da anni. “L’ho scritto dieci anni fa”, ricorda, con una punta di ironia sul fatto che il #Ministero legga ogni tanto quello che dicono chi si occupa di queste cose. Per Crepet la questione è elementare: le ricerche di neuroscienza mostrano che quando si scrive a mano lavora buona parte della corteccia cerebrale, mentre digitare su una tastiera ne impegna solo una piccola parte. Se non si fa, aggiunge, è perché è complicato.
Maria Giulia #Basile, esperta di pedagogia del movimento, spiega che dal movimento nascono le funzioni di base per lo sviluppo di quelle cognitive più complesse. Il corsivo è un tratto grafico motorio continuo, quindi faticoso, e come tale va praticato ogni giorno. Servono coordinazione oculo-manuale, inseguimento visivo e rappresentazione mentale, tutti requisiti che si possono allenare con semplici attività.
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