USB e associazioni: “No alla ricerca universitaria per scopi militari, subito petizione”
USB e altre associazioni hanno manifestato davanti Montecitorio per presentare una petizione e chiedere lo stop della ricerca nelle università per scopi bellici
Politica (Roma). Si chiama “La Conoscenza Non Marcia” la campagna promossa da Osa, Usb e altre organizzazioni per chiedere l’interruzione di ogni collaborazione tra scuola, università, ricerca e filiera militare-industriale. Attraverso una petizione, docenti, ricercatori, studenti e lavoratori chiedono di fermare la crescente presenza di esercito e forze dell’ordine negli istituti e la destinazione di fondi pubblici alla ricerca legata al settore bellico. La campagna è stata presentata oggi a Roma, a Montecitorio. Nel mirino anche le visite in caserme e basi, i corsi tenuti da forze dell’ordine ed esercito e il finanziamento di progetti legati al comparto bellico, come il Rome Technopole. (Francesco Castagna/alanews)
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USB è tra i promotori di questa campagna di questa petizione la conoscenza normale ci troviamo che oggi aprire all’interno del mondo della scuola e dell’università della ricerca una discussione approfondita lavoratori lavoratrici ovviamente po’ studenti e studentesse sulle finalità della scuola sia diventato urgente siamo letteralmente invasi da messaggi per tre sensi attività legate al mondo militare e industriale c’è un’ipoteca sul futuro delle nuove generazioni alle quali viene proposto un futuro di disoccupazione un futuro di guerra la Rua lamento Ormai è diventato un oryza pensabile soprattutto in quelle aree del paese che hanno meno possibilità lavorative c’è la necessità che quel modo di orgoglio di indignazione e di protesta che l’anno scorso ha contraddistinto le giornate di sciopero del 2 settembre e del 3 ottobre Si strutturi magari intorno a questa petizione per creare l’interno di scuole e università e mondo della ricerca un mondo di protesta che si unisca gli altri settori lavorativi e so contro questa deriva bellicista che è sempre più pericoloso è sempre un po’ inquietante osservatorio siete qui per chiedere alle istituzioni e al governo tramite una petizione che cosa esattamente il fatto di dire No Agli accordi con con la filiera strategica militare e bellica e anche con i partner italiani sia nel mondo dell’istruzione e della ricerca quindi non so le scuole di ogni ordine e grado ma anche le università e gli enti di ricerca pubblici e quindi diciamo che ci vuole un segnale in cui si ricerchi di Come direbbe un messaggio anche estetico dell’impegno che l’Università i luoghi del sapere della condivisione delle conoscenze possono mettere in campo in questa occasione quindi in qualche modo far notare che c’è un cambio di passo questo cambio di passo in questi anni non si è visto e nonostante le nostre lotte nei vari atenei anche di fronte alla crui noi a quello abbiamo abbiamo fatto queste diciamo proposte a varie figure anche istituzionali Alpaca gente Mattarella è al governo abbiamo chiesto di fare un passo indietro rispetto agli accordi con l’industria bellica e con quella difesa nei luoghi di l’appunto come le scuole l’università ma siamo rimasti Ascolta l’ultimo passo che facciamo nei confronti del parlamento quindi con la presentazione di questa petizione popolare alla Camera dei Deputati La petizione popolare che non è commesso le solite raccolte più su Change Ma è una petizione popolare secondo l’articolo 50 della Costituzione c’è una una raccolta firme che diventa un input di tipo

