VERGOGNA RACCOLTA FIRME: OSTACOLI E IMPEDIMENTI ▷ MICHETTI: “STANNO METTENDO FUORI GIOCO LE NOVITÀ”

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Si avvicina il fatidico momento del deposito delle #firme raccolte in questa torrida #campagnaelettorale. Una vera e propria impresa per tutte quelle neonate formazioni che stanno tentando anche solo di accedere alla competizione elettorale: 60mila firme da raccogliere in piena estate, a mano, davanti a un pubblico ufficiale e senza alcuna possibilità di ricorrere al digitale. Anche il Prof. #EnricoMichetti, fondatore di #GazzettaAmministrativa, denuncia questo sistema: “Questo tipo di raccolta delle firme ha lo scopo di garantire che ci sia una rappresentanza di base. Certo, la regola è che tutti debbano poter partecipare all’#elettorato attivo e passivo, quindi le firme non devono mai rappresentare un inutile ostacolo creato ad arte per evitare che altri soggetti possano in qualche misura ostacolare o comunque entrare nella competizione, dove per altro ci sono soggetti che le firme non devono prenderle. Pure questa è una sorta di #discriminazione: o le firme le prendono tutti o non le prende nessuno. Le regole per la partecipazione alle #elezioni dovrebbero essere paritetiche sempre, senza privilegi. I partiti, per altro di nuova formazione, non possono farsi carico delle inefficienze della #burocrazia, in un periodo per altro in cui tutti stanno in ferie. Non si può precludere la competizione elettorale per motivi burocratici e ostacoli vari che vanno a detrimento totale della #democrazia“.

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Che poi, non è tanto la raccolta firme in sé, quanto il modus in cui è stata concepita: “I problemi sono diversi: innanzitutto, il numero esagerato di firme richiesto solo per porre fuori gioco alcune nuove formazioni; in secondo luogo, i ritardi della burocrazia, per cui se il problema viene creato da un soggetto esterno, ossia la #pubblicaamministrazione (perché io le firme le ho raccolte ma tu non mi hai dato il certificato), è chiaro che di questo problema non può farsi carico il soggetto che ha raccolto le firme. Sorgeva un problema analogo quando facevi una raccomandata e questa arrivava dopo qualche giorno: faceva fede la data di partenza o la data di arrivo? La #CorteCostituzionale era stata molto chiara e ha fatto capire che l’inefficienza del vettore che si occupa dell’attività di recapito non può gravare sul soggetto che ritualmente e nei tempi ha fatto quello che doveva fare. Una volta in #Parlamento, questa materia dovrà essere oggetto di riforma proprio per garantire la vita al processo democratico”.