Il caso di Davide Cervia: la battaglia per la verità di Marisa Gentile BN PODCAST

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MidaRiva
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Published on 28 Sep 2019 / In Trasmissioni

Quello di Davide Cervia è uno dei misteri più oscuri e meno raccontasti della storia recente italiana, contraddistinto in questi 27 anni da numerosi depistaggi ed intimidazioni. Sottoufficiale degli addetti agli armamenti tecnologici della fregata missilistica Maestrale, Davide era un esperto di guerra elettronica. Il 12 settembre 1990 scompare dalla sua abitazione di Velletri. Le indagini iniziali, malgrado alcune emblematiche testimonianze, si concentrarono sull'improbabile ipotesi dell'allontanamento volontario. Una tesi rigettata totalmente dalla famiglia: eravamo alla vigilia della guerra nel Golfo e le conoscenze di Davide nell'ambito delle armi elettroniche sembravano essere collegate a quello che avrebbe poi assunto i contorni del rapimento. Nel 1991 la Volkswagen Golf di Cervia, la stessa auto che secondo un testimone sarebbe stata guidata da uno dei rapitori, verrà ritrovata intatta con all'interno anche i fiori che l'uomo aveva acquistato per la moglie il giorno della scomparsa. Negli anni seguenti si susseguiranno varie ipotesi con Cervia segnalato in Iraq, in Arabia oppure in Libia. Nel 2000 la Procura Generale presso la Corte d'appello di Roma confermò l'ipotesi del rapimento archiviando però le indagini per l'impossibilità di risalire ai responsabili. Tra le varie ipotesi che sono state fatte ce n'è una che è diventata una sostanziale certezza, suffragata anche da alcuni documenti. Davide Cervia sarebbe stato “venduto” insieme ad alcuni armamenti perché uno dei pochi in grado di saperli utilizzare. Giovanni Cossu, istruttore di Cervia, disse in particolare che Davide era uno dei massimi esperti della Marina, in particolare dell'Otomat, missile a largo raggio antinave, venduto in 1000 esemplari ad Iraq e Libia.

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