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Il Ministro Andrea Orlando (Pd) confessa: Governo ricattato dalla BCE sul Pareggio di Bilancio.

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MidaRiva
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Published on 29 Sep 2019 / In Trasmissioni

Da: http://www.byoblu.com/post/201....6/09/18/andrea-orlan

Il Ministro della Giustizia di Renzi, Andrea Orlando, ospite della festa del Fatto Quotidiano insieme a Gustavo Zagrebelski e a Silvia Truzzi, il 3 settembre scorso, ha detto con estrema nonchalance quello che su questo blog è almeno dal 2011 che si urla (tra insulti e accuse di complottismo): che la democrazia e la politica sono ricattate dalla finanza (cfr: il più grande complottista del secolo). Nel video potete vedere le sue parole.

Stiamo parlando del Ministro della Giustizia del Governo Renzi, il Governo attualmente in carica, che ammette che la BCE ricattò il Parlamento in maniera totalmente antidemocratica. Un colpo di Stato. Cos’è un colpo di Stato se non la presa del potere senza passare per regolari elezioni? E cos’è il potere se non la capacità di decidere e agire? Del resto, non è il primo politico ad avere raccontato quello che è successo. Ecco cosa disse il senatore Garavaglia (prontamente riportato da questo blog già nel 2012, quando il Paese ancora dormiva e i signori che oggi si scandalizzano facevano gli europeisti con la coda tra le gambe, con il coraggio di un lombrico): https://www.youtube.com/watch?v=vKJMmZP4p38

La Troika (BCE, UE e FMI) minacciarono il Parlamento di non comperare per due mesi Titoli di Stato italiani, nel caso non avesse dato il suo sostegno al Governo Monti. E oggi sappiamo, grazie alle parole del Ministro Orlando, che continuarono a minacciare la stessa cosa quando fu il momento di approvare la modifica costituzionale del Pareggio di Bilancio. E, immaginiamo, lo stesso accadde al momento della ratifica del MES e della ratifica del Fiscal Compact. La distruzione della nostra democrazia si è perpetrata mentre i grandi organi di informazione, come il Corriere della Sera, ne davano notizia con cinque righe e mezza a pagina 7. E no, non c’era nessun baratro: la differenza di 2 punti percentuali sugli interessi da pagare sulle nuove emissioni di debito, che per l’anno 2011 sarebbe stata di 3/400 miliardi, ci sarebbe costata 5 miliardi in più, oltre agli 80 annuali. Non era niente, per un grande Paese come l’Italia. Questo era il costo dello spread che fece gridare la stampa italiana al “Fate presto!” e legittimò la destituzione di un governo e l’avvento di quello dei banchieri.

E tuttavia va rilevato che anche le scuse di Zagrebelski, che dice che ai tempi dell’approvazione del Pareggio di Bilancio nessuno ha levato la propria voce perché “non ci siamo accorti!“, non sono accettabili. Io me n’ero accorto, professor Zagrebelski, e insieme a me tutti i miei lettori, e insieme a loro tutti i lettori in rete che gridavano alla perdita di sovranità mentre tutti, dai grandi organi di informazione ai grandi intellettuali, tacevano perché l’imperativo era non mettere il bastone tra le ruote agli usurpatori, lasciar fare e bollare come pazzi e complottisti tutti quanti non facevano altro che vedere e dire quello che era sotto agli occhi di tutti.

Non ci sono scuse, per nessuno. Ed è questo il motivo che...
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