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Oliver Stone intervista Vladimir Putin Documentario in Italiano

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MidaRiva
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Published on 30 Mar 2020 / In Storia

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Oliver Stone intervista Vladimir Putin Documentario in Italiano
Vladimir Vladimirovič Putin (in russo: Владимир Владимирович Путин? ascolta[?·info]; Leningrado, 7 ottobre 1952) è un politico, ex militare ed ex funzionario del KGB russo, presidente della Federazione Russa dal 7 maggio 2012 al suo quarto mandato (non consecutivo), ricoprendo precedentemente la carica dal 2000 al 2008.[1][2] È stato anche primo ministro della Russia dal 1999 al 2000 e di nuovo dal 2008 al 2012.

Putin è nato a Leningrado e ha studiato legge all'Università statale di San Pietroburgo, laureandosi nel 1975. In seguito ha lavorato come funzionario dell'intelligence del KGB per 16 anni, salendo al grado di tenente colonnello, prima di dimettersi nel 1991 per iniziare una carriera politica a San Pietroburgo. Successivamente si è trasferito a Mosca nel 1996 per unirsi all'amministrazione del presidente Boris Eltsin, prestando servizio come direttore dell'FSB, l'agenzia che ha sostituito il KGB, prima di essere nominato primo ministro nell'agosto 1999. Dopo le dimissioni di Eltsin, Putin è stato eletto come suo successore.

Sotto il suo primo mandato come presidente, l'economia russa è cresciuta per otto anni consecutivi, con il PIL a parità di potere d'acquisto aumentato del 72%. La crescita è stata il risultato del boom economico delle materie prime degli anni 2000, della ripresa dopo la depressione che ha seguito la dissoluzione dell'Unione Sovietica e di politiche economiche e fiscali particolarmente accorte.[3][4]

Inabilitato a ricoprire un terzo mandato consecutivo, come stabilito dal quarto punto della Costituzione della Federazione Russa, ha poi favorito la vittoria del suo delfino Dmitrij Medvedev, che ha poi nominato a sua volta Putin come primo ministro nel 2008. Ha successivamente potuto inseguire un terzo mandato come presidente e ha vinto le elezioni presidenziali in Russia del 2012 con il 64% dei voti.[5] Il calo dei prezzi nel mercato del petrolio e le sanzioni economiche internazionali imposte dopo la crisi della Crimea del 2014 e l'intrusione militare russa nella guerra del Donbass in Ucraina orientale, causate dalla politica estera di Putin, hanno portato a una riduzione del PIL russo del 3,7% nel 2015, sebbene l'economia russa sia rimbalzata nel 2016 con una leggera crescita del PIL pari allo 0,3%, segnando la fine della Grande recessione.[6][7][8][9] Alle elezioni presidenziali in Russia del 2018 ha guadagnato il 76% dei voti ed è stato rieletto per un mandato di sei anni che si concluderà nel 2024.

Con Putin al comando la Russia ha subito un graduale processo di arretramento democratico. Generalmente gli esperti non considerano la Russia una vera democrazia, citando epurazioni e incarcerazioni di oppositori politici, repressione della libertà di stampa e mancanza di elezioni credibilmente libere e giuste. La Russia ha ottenuto un punteggio molto basso su l'Indice di percezione della corruzione di Transparency International, sul Democracy Index dell'Economist Intelligence Unit e sull'indice "Freedom in the World" di Freedom House—tra cui un punteggio record di appena 20/100 nel rapporto del 2017, risultato che non veniva ottenuto dai tempi dell'Unione Sovietica. Inoltre le organizzazioni e gli attivisti per i diritti umani lo hanno accusato di perseguitare critici e attivisti politici, nonché di averli torturati o assassinati. Putin ha respinto le accuse di violazioni dei diritti umani. Funzionari del governo degli Stati Uniti lo hanno accusato di aver condotto una cospirazione politica contro Hillary Clinton a favore di Donald Trump nel periodo delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 2016, un'accusa che sia Trump che Putin hanno spesso respinto e criticato

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