Whirlpool, lavoratori in corteo a Roma: “È una guerra”

Whirlpool, lavoratori in corteo a Roma: "È una guerra"

Una delegazione si è recata al Mise per discutere il dossier

(Roma). I lavoratori della sede napoletana di Whirlpool – congiuntamente alle sigle sindacali associate – si sono recati in corteo dalla stazione Termini fino al Ministero dello Sviluppo Economico, dove una delegazione si è incontrata con alcuni esponenti governativi. "Una vita senza Whirlpool sarebbe difficile. Ho dato molto all’azienda. Dire ai miei figli che non posso più dargli da mangiare. In Campania è una delle ultime fabbriche. Non so che fare. Ho 48 anni. Il mio compleanno è il 27 settembre. Non so che fare. È una guerra. È il Vietnam". Così Carlo, un lavoratore della sede napoletana di Whirlpool. "Siamo qui per chiedere al Governo di interrompere il procedimento per i licenziamenti", ha dichiarato Benedetto, un altro lavoratore. (Lorenzo Sassi/alanews)

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che cosa significherebbe una vita senza Questa sera noi d’avvento azienda specie Io il sottoscritto ho dato da te l’ho dato perché facendo parte dei servizi un pochettino diciamo specifici avendo una figura diciamo Specifica e dire che ai miei figli non non posso più a mangiare perché in Campania Prima delle ultime fabbriche che fanno in attivo e quindi non so che fare dove andare a 48 anni li compio il 20 settembre lunedì non so che fare io sto male così veramente come è una guerra è una guerra Capolino pollo Milan Napoli in questa azienda da 21 anni sono stato sempre diciamo presente la rabbia e quella là che non ce lo meritiamo è quella là che abbiamo siamo sempre stati presente qualsiasi tipo di problema nell’azienda abbiamo sempre risolto siamo sempre stati competitivi abbiamo abbiamo preso le qualità è la cosa più assurda che lo stato a noi non ci tutela siamo stati ingaggiati per la prima volta come mai sei qui a tutti questi lavoratori per chiedere al governo e all’azienda la prima cosa che devono fare e interrompere il procedimento per i licenziamenti la procedura di licenziamento e chiedere e far rispettare gli accordi che stiamo dicendo da da oltre due anni e mezzo non è cambiato nulla soltanto una situazione di governo draghi L’altra volta quando noi l’abbiamo incontrato al carcere Santa Maria Capua Vetere lunedì se si tagliava si prende della situazione a Palazzo Chigi Palazzo Chigi ancora deve dare delle risposte