Zelensky non era emblema di libertà? L’ultimo decreto smonta il simbolo dell’Occidente – Fusaro

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Appare ogni giorno crescente il divario che si sta producendo fra la realtà fattuale da una parte, e la narrazione politicamente corretta dall’altra. Da una parte abbiamo i fatti reali che caratterizzano e sostanziano la storia reale nel suo scorrere impetuoso e incessante, quella che con #Hegel definiremo la irrequietezza imperitura dell’accadere storico, e dall’altra, invece abbiamo una narrazione che in qualche modo occulta la realtà e che prova a costringerla nelle maglie di un discorso vuoto, in ultima istanza, a giustificare i granitici rapporti di forza del tardo capitalismo, quelli che prevedono per un verso l’egemonia della classe dominante e il blocco oligarchico neoliberale ,e per un altro il dominio della civiltà del dollaro, vale a dire dell’imperialismo statunitense, che chiama pudicamente ‘globalizzazione’ l’americanizzazione coatta del mondo.

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Ora, questa narrativa appare evidente sotto ogni profilo e appare tanto più evidente se si considerano gli accadimenti dell’#Ucraina in relazione al conflitto che sta insanguinando l’intero mondo sempre di più.
Secondo la narrazione egemonica politicamente corretta abbiamo un’Ucraina senza macchie, un’Ucraina capitanata dal guitto #Zelensky, attore #Nato, che è stata aggredita e che è da un certo punto di vista il faro dei valori occidentali della libertà e della democrazia, a tal punto che siamo chiamati noi, come europei, a immolarci sull’altare della #libertà ucraina e, di più, a compiere sacrifizi di ogni genere. Dall’altra, in maniera convergente, abbiamo una Russia diabolica, neohitleriana, capeggiata da un folle senza criterio, Vladimir #Putin, che deve in ogni modo essere fermato, costi quel che costi. Ora, la storia reale è decisamente diversa rispetto alla sua narrazione politicamente corretta, e ciò anche solo se si considera l’operato del guitto Zelensky, attore Nato prodotto in vitro a Washington se non direttamente a Hollywood.

Ci hanno ripetuto a pie sospinto che Zelensky incarna i valori sacri dell’Occidente, dalla libertà e della tolleranza. Ed è per questo che dobbiamo essere pronti a fare sacrifizi in suo nome e a suo sostegno. Eppure, ad analizzare con attenzione i fatti, scopriamo che il profilo del guitto Zelensky è ben diverso rispetto a quello che viene con toni encomiastici presentato quotidianamente dai professionisti dell’informazione. Intanto il guitto Zelensky è colui il quale ha chiuso i canali imponendo il canale unico televisivo e quindi imponendo una sorta di narrazione unificata per decreto legge. E poi è quello che ha limitato fortemente, financo a chiudere, i partiti d’opposizione. Sicché apprendiamo che in Ucraina vi è anche un’opposizione o vi era anche un’opposizione, e non tutti sono allineati con il verbo del guitto, come pure viene raccontato qui in Europa.

In terzo luogo, scopriamo in queste ore che il guitto Zelensky ha firmato un decreto che prevede un ridimensionamento notevole dei poteri della Chiesa ortodossa in Ucraina ed emana delle limitazioni davvero ragguardevoli. Il tutto perché, si dice, la Chiesa ortodossa è naturalmente vicina a Putin e quindi meritevole di essere limitata. Ebbene, siamo davvero sicuri che il guitto Zelensky incarni i valori sacri dell’Occidente? Davvero il guitto Zelensky, che si comporta nel modo suddetto, rappresenta al meglio la libertà e la tolleranza? Davvero dobbiamo immolarci per lui? Davvero egli è un amico e di più, un faro della nostra libertà? Ecco, sono domande doverose che non possiamo non porci e che forse meriterebbero ben altra risposta rispetto a quella fornita in maniera inerziale, dogmatica dagli alfieri del pensiero unico politicamente e geopoliticamente corretto.

Radioattività, con Diego Fusaro