I pozzi petroliferi del Libano nel mirino di Israele: l’obiettivo è controllare i giacimenti di gas

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Da quando è iniziato il conflitto in #Ucraina, Israele ha deciso di diventare il nuovo baluardo energetico in #MedioOriente. Addirittura abbiamo visto il premier israeliano che alcuni anni fa andò addirittura in Germania ad annunciare che Israele avrebbe sostituito il gas russo per il 10% delle forniture all’ #Europa.

Per raggiungere un obiettivo così ambizioso, voluto anche dagli Stati Uniti d’America, #Israele ha bisogno principalmente di fare tre cose. La prima è mettere le mani sui giacimenti di gas naturale trovati a largo della striscia di #Gaza. Due, ha bisogno di riprendersi i giacimenti che ha dovuto cedere al Libano in base agli accordi sui confini marittimi che sono stati siglati nel 2021, accordi sui quali #netanyahu non era assolutamente d’accordo anzi aveva detto che con lui al potere avrebbe rivisto assolutamente quei confini e poi avrebbe avuto bisogno di debellare Hamas perché #Hamas stesso aveva la forza dalla striscia di Gaza di colpire i giacimenti petroliferi israeliani tant’è vero che l’Iron Dome, il complesso antimissili, serviva proprio per evitare che Hamas potesse bombardare i giacimenti petroliferi.

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