Il vero volto di Sanremo: spazio a spettacoli trash, ma non ai diritti degli agricoltori in protesta

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Come già ho avuto modo di sottolineare, #Sanremo, il festival della canzone italiana che sta svolgendosi in questi giorni nella cittadina Ligure, è interessante soprattutto, e anzi soltanto, come fenomeno sociologico. Infatti il festival della canzone italiana non è altro se non una gran cassa di diffusione a tambur battente del pensiero unico politicamente corretto, liberal progressista e globalista nonché atlantista. A questo riguardo vorrei parlare testualmente di una teledipendenza e una narcotizzazione tecnocratica delle masse operata anche in maniera lampante dal festival della canzone italiana di Sanremo.

A questo riguardo considerate anche solo questo fatto che reputo davvero emblematico ed evocativo. Le sacrosante proteste dei trattori che si stanno ormai svolgendo a livello europeo in queste settimane hanno preso di mira anche Sanremo. In particolare i trattori si sono diretti verso la cittadina #Ligure nella Riviera dei Fiori con un obiettivo chiaro e adamantino: far parlare di sé, cercare di catturare magneticamente l’attenzione, volgendo il #Festival di Sanremo a proprio favore.

Infatti, come è noto, il Festival di Sanremo è seguito a livello planetario, è anzi l’evento italiano più seguito nel mondo. L’idea dei trattori o più precisamente degli #agricoltori che li guidano, era quella di utilizzare Sanremo per farsi conoscere, per far circolare la protesta sacrosanta della terra contro il capitale liquido e finanziario, del lavoro contro la distruzione dell’identità e delle tradizioni e del lavoro stesso. Ebbene, è notizia di questi giorni che il Festival di Sanremo non concederà il palco alle proteste degli agricoltori.

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