La Rai taglia Ghali sul “genocidio” e da il via alla propaganda persecutoria pro Israele

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Come ho avuto già modo di sottolineare, per fortuna, il #festival della canzone italiana di Sanremo è terminato. È terminato e dunque si può finalmente volgere nuovamente ai problemi della vita reale, alle contraddizioni del mondo neoliberale di cui siamo abitatori. E tuttavia lasciatemi commentare un’ultima volta una cena davvero surreale che è accaduta e che ha innescato, per così dire, una vera e propria reazione a catena. È accaduto che sul palco dell’Overton di #Sanremo, come ho proposto di qualificarlo, il cantante #Ghali ha avuto il coraggio di dire una frase semplice quanto esplosiva. "Fermate il genocidio" queste le parole impiegate dal cantante Ghali che possiamo ben dire è stato il solo ad avere la schiena dritta e a pronunciare una frase di questo tipo una frase perfettamente di buonsenso che tutti dovrebbero sottoscrivere a prescindere dalle proprie posizioni politiche dai propri credo religiosi da che quello che sta accadendo nella striscia di #Gaza è un vero e proprio sterminio di innocenti trattati come senza diritti, come se fossero tutti terroristi, privati della dignità e condannati a vivere in una prigione a cielo aperto. Ebbene, il cantante Ghali è stato il solo ad avere la schiena dritta e a prendere posizione in questa direzione.

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