Mattarella elogia Navalny: caro Presidente, ti spiego perché non hai affatto esaltato un eroe

▷ AIUTA L’INFORMAZIONE LIBERA, SOSTIENICI: https://donazioni.radioradio.it/

Purtroppo #Navalny è morto. Dico purtroppo non solo perché la morte di un essere umano è sempre un fatto triste, al cospetto del quale il rispetto deve trionfare, anche se della persona defunta non si condivide pressoché nulla.

Ma anche perché l’#Occidente a trazione atlantista ha già principiato, come prevedibile, a impiegare la vicenda chiaramente in funzione antirussa. E lo ha fatto lasciando intendere che la responsabilità della morte di Navalny sia da imputarsi allo zar omofobo e rossobruno #Putin, che l’Occidente, con capitale Washington, ha già da tempo innalzato a proprio principale nemico per il semplice fatto che, giova rammentarlo, la Russia resiste all’americanizzazione del proprio territorio e svolge oltretutto la funzione fondamentale di opposizione all’imperialismo americano. Dunque la potenza del dollaro con i suoi alleati e subalterni sta già utilizzando la morte di Navalny per fomentare ulteriormente la propaganda antirussa, quasi come sempre più si avvicinasse la possibilità di una guerra preventiva contro la Russia stessa.

Il fatto che al cospetto della morte di un uomo si debba provare rispetto quandanche, ed è il caso, non si condivida nulla delle sue posizioni, non deve però necessariamente portare a forme di eroizzazione e di beatificazione post-mortem. Quelle che invece si stanno puntualmente realizzando in questi giorni anche nella nostra periferica Italia, dove ad esempio il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel ricordare Navalny, ha esaltato il suo desiderio di libertà. Proprio così, "desiderio di libertà" è stata l’espressione impiegata, a mio giudizio non in maniera molto corretta, dal Presidente della Repubblica, Sergio #Mattarella.

▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/

Condividi: