Transizione energetica: il governo si gioca l’ultima chance per ottenere la deroga dall’Europa

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Ho parlato nelle scorse puntate di legge di bilancio, dello stato, di automobili. Oggi torno a parlare di case, il 6 giugno inizierà l’ultimo negoziato per inserire le eventuali deroghe o modificare il calendario di applicazione degli interventi di adeguamento ambientale degli immobili. Gli obiettivi rimangono gli stessi, ossia il raggiungimento di una certa scala di classe energetica, seppure ci sono delle deroghe come il mattone storico, le seconde case, le abitazioni inferiori a 50 metri quadrati, non bisogna assolutamente cantare vittoria. Infatti l’Europa ha un concetto di seconda casa differente dal nostro, in quanto considerano tali solo le case abitate per meno di quattro mesi all’anno, che corrisponde a un consumo energetico pari al 25% di quello a pieno regime. Ma chi ne certificherà l’effettivo uso? Ovviamente i singoli Stati che si dovranno occupare di rendere realizzabili questi obblighi di adeguamento. E come sarà possibile perseguire gli obblighi di transizione energetica sulle case se non si è stati nemmeno in grado di gestire il super bonus per il rilancio del PIL? Io anni fa vi dissi che sarebbe stato una tremenda fregatura.

Il bilancio del nostro Paese non sembra in grado di gestire 60 miliardi di minori introiti e le norme UE sugli immobili costerebbero circa 1400 miliardi in dieci anni. Significa che almeno 140 miliardi all’anno dovrebbero essere messi in cantiere dove gli italiani non hanno la disponibilità di denaro per sostenere queste ristrutturazioni. È chiaro quindi che la normativa cosiddetta green sulla casa va a formare sostanzialmente una tenaglia sulla proprietà privata degli italiani, nonché una leva destinata a fare alzare l’inflazione. Se passa questa impostazione ideologica, preconcetta, assolutamente antiscientifica, succederà che l’Italia, che è un paese che dal dopoguerra ha investito soprattutto sul mattone, a differenza di altri Paesi che hanno investito su azioni, obbligazioni e mercato borsistico, si sentirà spostare tutto il risparmio verso questi strumenti. Perderemo le case di proprietà, perché non avremo più i soldi per ristrutturarle e verranno comprate a prezzi di saldo da fondi speculativi americani, cinesi o di altri paesi.

Malvezzi quotidiani – L’economia umanistica spiegata bene

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