La Bce non ha un piano contro l’inflazione: segue la Fed americana creando incertezza sui mercati

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Dopo la conferenza stampa di Christine Lagarde il 2 febbraio scorso, dove i mercati hanno percepito più vicino la fine dei rialzi dei tassi ufficiali di sconto, facendo scendere i rendimenti dei buoni del Tesoro pluriennale a 40 punti, cioè di circa 40 punti. C’è stata un’oscillazione molto forte nelle scorse giornate sui bond dell’Unione europea, cioè sui titoli del debito. Sostanzialmente nei giorni scorsi i rendimenti sono risaliti oltre il 4%, annullando di fatto i ribassi del 2 di febbraio. Sulla scia dei commenti di alcuni falchi del consiglio direttivo che hanno respinto l’idea di una frenata sugli aumenti. Un concetto che viene portato avanti soprattutto dal membro tedesco Isabella Schnabel, è evidente che una linea non chiara e anzi piuttosto contraddittoria della presidentessa Lagarde diciamo linee scaturite a seguito delle affermazioni in merito alle decisioni da intraprendere riunione per riunione come se ad ogni riunione si dovessero diciamo valutare delle differenti opinioni strategiche, anticipando però un aumento di 50 punti base. Tra poco a marzo ha creato delle visioni molto diverse all’interno del Consiglio, determinando una volatilità indesiderata sui tassi di mercato. Anche se giustificata, in quanto la stessa Lagarde aveva già annunciato nel mese di dicembre scalzo dei rialzi dei multipli di 50 punti base.

Quella promessa è risultata poi eccessiva, considerato il dimezzamento del prezzo del gas e perciò è diventata una promessa, una gabbia dalla quale non si riesce ad uscire. Così, diciamo, la presidente Lagarde sta un po navigando a vista. Il mio commento su questa situazione è che è paradossale. Cioè, da esperto di strategia aziendale io ho a che fare con le imprese e voi capite che è assurdo, totalmente assurdo, che un imprenditore non possa fare dei piani. Perché quando la Banca centrale europea oggi dice una cosa, domani ne dice un’altra, si crea l’incertezza sui mercati e l’incertezza è la cosa peggiore per un imprenditore perché quando c’è incertezza l’imprenditore non decide. E voi direte ma chi se ne frega? Beh, quando un imprenditore non decide non fa investimenti quindi si riducono diciamo il PIL del Paese, si riducono le tasse, si riducono i redditi dei lavoratori dipendenti, si riducono le assunzioni. Quindi questa folle scelta della Banca centrale europea di seguire la Fed americana quando le due inflazioni hanno origini completamente diverse vedrete che sarà una scelta improvvida e foriera di brutte notizie per la nostra economia.

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